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Barca a vela contro gli scogli: quattro morti, un ferito grave

Dramma della barca che si è schiantata tra gli scogli a Rimini: sono stati ritrovati Mercoledì mattina i corpi senza vita dei tre dispersi, due uomini e una donna, che ancora mancavano all’appello dei soccorritori.

elicotteroVigiliFuoco350(Da Corriere.it) Due corpi erano incastrati nella scogliera, mentre uno era stato trascinato dalla corrente all’altezza dello stabilimento balneare 44. Sale così a quattro il bilancio dei morti della tragedia in mare. Dopo la prima vittima già recuperata martedì, subito dopo la tragedia. Solo due, quindi, i sopravvissuti, delle sei persone che si trovavano a bordo.

 Vento forte, burrasca e l’imbarcazione era finita sugli scogli martedì a Rimini. Violentissimo l’impatto. Tra le persone a bordo, due sono state tratte in salvo martedì dai soccorritori e portate in ospedale, in gravissime condizioni. Un corpo senza vita era già stato recuperato martedì. Gli altri tre corpi sono stati trovati e recuperati mercoledì mattina. La comitiva era composta da 5 veronesi e un vicentino.

 Il proprietario dell’imbarcazione di dodici metri è Alessandro Fabbri, cardiologo 67enne. Con lui viaggiavano la figlia Alessia Fabbri, notaio, e il fidanzato di lei Luca Nicolis, oste de «La Bottega del Vino» gestita dalle Famiglie dell’Amarone, una delle più celebri osterie d’Italia. Il resto dell’equipaggio era composto dall’otorinolaringoiatra Carlo Calvelli e da Enrico Martinelli, ex dirigente di un’impresa di costruzioni con una grande passione per la navigazione e per questo considerato il più esperto del gruppo. Con loro a bordo anche un ingegnere di Vicenza, Ernesto Salin di Camisano, uno dei corpi senza vita recuperati. Da una prima ricostruzione, pare che l’imbarcazione fosse partita nel primo pomeriggio da Marina di Ravenna. L’obiettivo era raggiungere Trapani, dove Fabbri aveva deciso di trasferire l’ormeggio della barca. Le condizioni meteo, però li hanno costretti a rivedere i piani, convincendoli a rientrare in porto a Rimini per cercare riparo. I componenti dell’equipaggio avevano chiesto via radio di poter attraccare ed era stata concessa l’autorizzazione ma, a circa mezzo miglio dalla costa, la forza del mare in burrasca ha fatto loro perdere il controllo della barca. In quel momento le onde erano alte cinque metri e l’intera zona sferzata da raffiche di bora.

 La barca è stata trascinata dalla corrente fino all’impatto contro la scogliera, che ha aperto uno squarcio sullo scafo, ribaltandolo. L’allarme è arrivato alla Capitaneria di porto di Rimini alle 16.45 e subito si sono attivati i soccorsi che hanno raggiunto il luogo dell’incidente su un gommone e calandosi da un elicottero. Hanno subito recuperato i due superstiti, Carlo Calvelli e Luca Nicolis. E proprio quest’ultimo avrebbe spiegato ai soccorritori che «Alessia è stata la prima a lanciarsi dalla barca, ma è finita tra gli scogli». Mentre i feriti venivano portati all’ospedale «Infermi» in prognosi riservata, uno dei componenti dell’equipaggio è stato ritrovato privo di vita, trascinato dalla corrente nello specchio di mare all’altezza della spiaggia libera di Rimini.

 Due elicotteri dei vigili del fuoco hanno cercato per ore i dispersi, mentre il maltempo non accennava a diminuire. Con lo scafo ancora incagliato sugli scogli, al calare del sole è stato tenuto acceso un radiofaro di vedetta (per la sicurezza dei pescherecci) e con un tweet pubblicato in tarda serata di martedì l’Aeronautica militare aveva assicurato che avrebbe continuato le ricerche utilizzando degli speciali visori notturni. Ma con il buio, e le ricerche rese molto difficili dal mare in burrasca, si sono affievolite anche le speranze di trovare in vita le persone che ancora mancavano all’appello. Mercoledì mattina, poi, il ritrovamento di altri tre corpi senza vita. Quattro in tutto in morti.

 La procura di Rimini ha aperto un fascicolo per naufragio colposo al fine di accertare le cause che hanno provocato l’incidente nel quale sono morte quattro persone. (Corriere.it)

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