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Verona, calano di quasi il 3% i reati denunciati in un anno. In aumento truffe e frodi informatiche

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In Italia diminuiscono i reati commessi. A dirlo è un'autorevole indagine pubblicata dal Sole 24 Ore, elaborata sui dati relativi al 2016, forniti direttamente dal Ministero dell'Interno.

A fronte di quasi 2,5 milioni di denunce registrate in Italia l'anno scorso, ovvero circa 7.000 reati al giorno, la percentuale nazionale si attesta a -7,4% rispetto ai dati del 2015.

La maglia nera la conquista Milano, che, con i suoi 7.376 reati ogni 100.000 abitanti, vince il primato di provincia più pericolosa, seguita a ruota da Rimini (7.204) e Bologna (6.641); la più virtuosa è, invece, la provincia di Oristano, con 1.769 denunce, ma si vive tranquilli anche a Pordenone (2.177) e a Rieti (2.268). Nonostante i numeri allarmanti, però, quasi tutte le province segnano un calo rispetto all'anno precedente, con Ravenna ( -18,27%), Verbano Cusio Ossola (-17,09%) e Arezzo (-16,18%) che si piazzano sul podio; le uniche a con segno “positivo” sono Bolzano (+0,08%), Crotone (+0,25%), La Spezia (+0,38%), Grosseto (+1,14%), Avellino (+1,21%) e, fanalino di coda, Prato, con un poco edificante + 5,53%.

In questo contesto la provincia di Verona si colloca poco al di sotto della metà della classifica, al 40° posto su 107 province - ricordiamo che la classifica va letta al contrario, in quanto i dati analizzati sono relativi ai reati perpetrati - con un totale di denunce che si attesta a 3.891, sempre per 100.000 abitanti, e un calo percentuale di -2,81%, decisamente al di sotto della media nazionale. Diciamo sinceramente che si poteva fare meglio, soprattutto se si confrontano i numeri messi a segno dalle altre province: Verona si classifica, infatti, all'ultimo posto, distaccata in modo inappellabile da Padova (-6,32%), Belluno (-7,11%), Treviso (-7,97%), Venezia (-9,56%), Venezia (-9,56%) e Rovigo (-12,54%).

Al di là dei numeri e delle differenze territoriali, però, ciò che consola è che la maggior parte dei reati ha segnato una flessione in negativo significativa, con i furti in abitazione che crollano del 9% e i tentati omicidi/omicidi che portano a casa un ottimo - 11,4%. In controtendenza, invece, le truffe e le frodi informatiche, che si attestano a un +4,5% rispetto al 2015, con un totale di quasi 68.000 indagati. Tra i reati online più consumati troviamo il cosiddetto pishing, ovvero quella truffa messa a segno inviando una mail, con logo contraffatto di qualche istituto di credito, grazie alla quale si riescono a raccogliere i dati riservati del truffato, quali numero di conto corrente, numeri della carta di credito o credenziali per l'accesso all'internet banking.

Con l'avvento del Digital Banking, infatti, è molto più facile aprire conti correnti e ottenere una carta di credito a saldo (ecco l'utile guida di Cartedipagamento.com per avere informazioni sulle carte di credito a saldo) per poter eseguire in piena libertà le operazioni sul Web, ma i dati di cui abbiamo parlato non fanno che confermare quanto sia necessario agire con estrema cautela e attivare tutti i sistemi di sicurezza oggi disponibili, che garantiscono la tutela dei dati personali e rendono più che sicuri gli acquisti e le operazioni economiche online.

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