“Emergenza Casa”, ecco la strategia di San Martino contro gli sfratti: i dettagli del piano.
Il Comune di San Martino Buon Albergo per rispondere a una criticità che sta colpendo il territorio, ha lanciato “Emergenza Casa”. Si tratta di un progetto strutturato e finanziato da Isac (Istituzione Servizi al Cittadino) per sostenere le famiglie in difficoltà e incentivare l’offerta di alloggi.
Un patto tra Comune e proprietari privati.
La vera novità del progetto risiede nel coinvolgimento attivo dei proprietari di immobili. Per rassicurare chi possiede appartamenti sfitti, ISAC ha introdotto strumenti di tutela: l’erogazione di un contributo economico anticipato per le caparre, l’attivazione di una polizza assicurativa contro eventuali morosità future e una significativa riduzione dell’IMU per chi mette a disposizione alloggi per casi sociali certificati.
L’obiettivo dichiarato dal presidente di ISAC, Franco De Santi, è quello di creare un modello solido in cui i proprietari si sentano tutelati e incentivati a partecipare alla risposta all’emergenza.
Non solo famiglie con minori: ampliata la platea dei beneficiari.
L’intervento dei Servizi Sociali si fa più capillare. Se in passato le misure erano concentrate principalmente sui nuclei con figli piccoli, il nuovo protocollo aggiornato per il 2025 permette di intervenire con risposte adeguate anche per anziani, persone con disabilità e altre categorie vulnerabili.
Il sindaco Giulio Furlani ha sottolineato come il Comune abbia scelto di investire in un modello di sostegno continuativo e strutturato, evitando interventi temporanei “spot”. Le assistenti sociali avranno il compito di certificare i casi di fragilità, garantendo che le risorse vadano a chi ne ha effettivamente bisogno, sia nel mercato dell’edilizia pubblica che in quello privato.
Una strategia di lungo periodo.
Con “Emergenza Casa”, San Martino Buon Albergo punta a stabilizzare il mercato locale e a garantire che nessuno resti senza un tetto. Il potenziamento dei protocolli d’intesa già esistenti permetterà di aumentare progressivamente il numero di alloggi disponibili, consolidando una rete di protezione che vede collaborare istituzioni, servizi sociali e cittadini privati.
