La perpetua spegne 104 candeline: festa alla Fondazione Ciccarelli per la nonna più longeva di Bussolengo.
“Mangiare di tutto e prendersi cura degli altri”: questi sono i segreti di Santa Benedetti che ha spento alla Ciccarelli 104 candeline. La signora ora è la residente più anziana del centro servizi di San Giovanni Lupatoto e la donna più longeva del Comune di Bussolengo.
L’atmosfera nella Residenza Arcobaleno è stata quella delle grandi occasioni. Circondata dall’affetto delle tre figlie – Ermelinda, Maria e Flavia – dei quattro nipoti e delle loro famiglie, Santa ha accolto tutti con la lucidità e la cordialità che la contraddistinguono, prestandosi con gioia ai flash dei fotografi e ai numerosi abbracci.
Una vita tra i monti e il servizio.
Nata nel 1922 a Sant’Anna d’Alfaedo, la storia di Santa è un mosaico di fatiche d’altri tempi e valori solidi. I suoi ricordi riportano a una Lessinia che non esiste più: i viaggi in carrozza o in bicicletta fino a Verona per rifornire l’emporio di famiglia a Ceredo, dove da ragazza lavorava sia in bottega che in osteria.
Dopo il matrimonio con Vittorio nel 1946, la sua dedizione si è spostata verso la cura degli altri: prima come madre, poi come tata per diverse famiglie di Bussolengo e infine come perpetua. Una vita spesa per il prossimo che oggi le viene restituita sotto forma di una serenità invidiabile.

Il “manuale” della longevità secondo Santa.
Ma qual è il segreto per arrivare a 104 anni in questa forma? La famiglia non ha dubbi e riporta la filosofia di vita di Santa: “Dedicarsi agli altri, tenere la mente sempre attiva e mangiare di tutto, ma con moderazione.”
Non solo genetica, dunque, ma uno stile di vita basato sull’equilibrio e sulla curiosità. Oggi Santa non manca mai alla Messa o ai momenti di animazione della struttura, dimostrando che l’interesse per il mondo circostante è il vero motore della longevità.
Al compleanno non sono volute mancare le autorità. Il sindaco di Bussolengo, Roberto Brizzi, insieme all’assessore Rita Bin, ha consegnato a Santa un’icona della chiesa di San Valentino, simbolo del legame profondo tra la centenaria e la sua comunità.
