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Domenica 1 luglio riaprono al pubblico le Arche Scaligere,
grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona e i volontari di Legambiente.
L’ingresso alle tombe monumentali della famiglia Della Scala sarà possibile fino
al 30 settembre, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Il prezzo del biglietto sarà di 2 euro per l’intero e 1 euro per il ridotto.
Dopo il restauro nel 2006 dell’arca di Cansignorio della
Scala, l’ingresso nel recinto delle tombe monumentali della famiglia Della
Scala, che esercitò la signoria su Verona dal 1277 al 1387, consente al
visitatore un punto di vista inedito sulla bellezza gotica delle grandi arche di
Mastino II della Scala (morto nel 1351) e del figlio, Cansignorio della Scala
(morto nel 1375), e sui significati delle sculture che le compongono, figure che
glorificano i defunti della dinastia, raccontano la loro accoglienza
privilegiata nel paradiso cristiano. La statua equestre sulla sommità
dell’architettura troncopiramidale trasfigura il signore di Verona in un
cavaliere mistico a protezione della città.
Nell’area delle Arche si possono ammirare anche i sarcofagi
degli scaligeri più antichi, ornate di stemmi. Si distingue la tomba attribuita
a Bartolomeo della Scala con lo stemma a forma di scudo ornato dell’aquila
imperiale che sormonta una scala: si tratta dello stemma scaligero più vicino a
quello descritto da Dante Alighieri nel canto XVII del Paradiso. Sul retro
dell’abside di Santa Maria Antica si trova la prima tomba di Cangrande I della
Scala, morto nel 1329: lo scaligero è raffigurato a cavallo tra Maria Maddalena
e Giacomo apostolo, i santi celebrati nel giorno della morte del condottiero (22
luglio) e della sua sepoltura (24 luglio).
L’arca funebre definitiva di Cangrande fu commissionata dal
nipote, Mastino II della Scala, tra gli anni trenta e quaranta del Trecento
sopra la porta della chiesa di Santa Maria Antica, in una posizione di assoluto
privilegio. Applicata alla parete della sacrestia di Santa Maria Antica vi è la
tomba monumentale di Giovanni della Scala, cugino di Mastino II, proveniente
dalla chiesa di San Fermo al Ponte, trasferita nel recinto delle Arche Scaligere
nel 1831. La tomba realizzata in prossimità della morte di Giovanni, nel 1359, è
opera di un maestro veneziano, molto vicino allo scultore Andriolo de’ Santi. |