Schiaffo al welfare: “Servizi sociali Est veronese a rischio privatizzazione”

Scontro nell’Est Veronese: l’ombra della privatizzazione sui servizi per anziani e disabili fa scoppiare la bufera.

“Basta esperimenti politici sulla pelle dei deboli”: è guerra aperta tra Comuni e Sindacato nell’Est Veronese riguardo la “privatizzazione sui servizi per anziani e disabili”. Una tempesta politica e sociale sta travolgendo l’Ambito Territoriale Sociale dell’Est Veronese. Al centro della bufera, la nascita del nuovo ATS Ven-27, approvato con una manovra che la Cisl Funzione Pubblica Verona definisce senza mezzi termini una “scelta gravissima contro i cittadini più fragili, i lavoratori e i comuni”.

“Forzatura senza precedenti”: aula nel caos.

Il sindacato denuncia un “clima di estrema tensione durante l’ultima riunione“, puntando il dito contro l’assessora Debora Marzotto che avrebbe “imposto la votazione senza neppure consentire le dichiarazioni di voto”.

La reazione dei sindaci del territorio è stata durissima: 4 di loro hanno abbandonato la seduta per protesta. Tre si sono astenuti e uno ha votato contro. Nonostante la spaccatura, “la maggioranza ha deciso di tirare dritto, ignorando ogni richiamo al consenso unanime”.

La protesta: “Servizi sociali o Business?”.

La rabbia della Cisl Fp nasce dalla scelta di una forma giuridica “economica” per l’ente, mossa che, secondo i segretari Giovanni Zanini e Stefano Mazzoni, “aprirebbe pericolosamente la strada al mercato”.

Si vuole aprire la porta alla privatizzazione del welfare territoriale?” si chiedono i rappresentanti sindacali, ricordando che i servizi sociali “non sono un mercato. Non sono un business. Non sono un terreno di sperimentazione politica”. Per il sindacato, questa decisione “ignora deliberatamente le linee guida del Ministero del Lavoro, dell’Inps, della Corte dei Conti e della stessa Regione Veneto, che chiedono enti pubblici non economici”.

Lavoratori nel mirino: a rischio il posto pubblico

Oltre ai cittadini, a tremare sono anche i dipendenti. La scelta di un’azienda speciale economica “mette a rischio lo status giuridico dei lavoratori”, che potrebbero perdere i diritti legati al pubblico impiego.

“Privatizzare luce, gas o onoranze funebri può essere una scelta politica. Privatizzare i servizi sociali NO” tuonano Zanini e Mazzoni , definendo i servizi socio-assistenziali come il “presidio fondamentale per anziani, minori, famiglie in difficoltà e persone con disabilità”.

È guerra legale: scatta la diffida

La CISL FP Verona non intende restare a guardare e ha già annunciato battaglia:

Ha diffidato formalmente le amministrazioni dal procedere con scelte in contrasto con la natura pubblica dell’ente.

Ha annunciato che “tutelerà in ogni sede opportuna il personale coinvolto” in caso di ulteriori forzature.

L’appello finale ai sindaci è un ultimatum: “I servizi sociali non si svendono. Si difendono. E noi li difenderemo”.


.