Verona sogna l’Unesco: via libera regionale per Bolca e Valpolicella

Consiglio regionale compatto: sostegno totale alle candidature Unesco per Bolca e Valpolicella.

La Valpolicella e Bolca bussano all’Unesco: il consiglio regionale spalanca le porte con il voto unanime che unisce destra e sinistra. In una assemblea solitamente animata da accesi dibattiti, ieri 10 febbraio, si è respirato un clima di rara coesione: destra e sinistra hanno votato all’unanimità la risoluzione presentata da Matteo Pressi (capogruppo di Stefani Presidente) per sostenere ufficialmente la corsa verso il Patrimonio Mondiale Unesco.

Al centro della sfida ci sono due tesori veronesi profondamente diversi ma ugualmente preziosi: il sito geopaleontologico di Bolca e l’arte millenaria dell’appassimento delle uve della Valpolicella.

Bolca: un acquario di pietra lungo 50 milioni di anni.

Il sito di Bolca non è solo un vanto locale, ma una finestra aperta sull’Eocene. Tra i reperti di San Giovanni Ilarione e Roncà si nascondono fossili marini di rilevanza globale che raccontano come appariva il pianeta milioni di anni fa. “Bolca merita l’iscrizione nella lista Unesco per il 2027,” ha dichiarato Pressi. “È un sito che appartiene al mondo intero”. La candidatura, recentemente deliberata dalla Commissione Nazionale Italiana, punta tutto sulla straordinarietà geologica del sito, con l’obiettivo non troppo nascosto di innescare un nuovo, potente volano per il turismo culturale della zona.

L’appassimento: l’anima “liquida” della Valpolicella.

Parallelamente corre la candidatura del metodo tradizionale di appassimento delle uve. Qui non si parla di rocce, ma di patrimonio immateriale: una tecnica che affonda le radici nel Cinquecento e che ha forgiato l’identità di un’intera provincia. Sostenere il lavoro del Consorzio di Tutela significa, secondo Pressi, blindare il valore economico e culturale di eccellenze mondiali come l’Amarone e il Recioto. “Le due proposte non sono in concorrenza,” ha precisato il consigliere, “ma si completano a vicenda, una come patrimonio materiale e l’altra come identità viva del saper fare italiano”.

Oltre gli steccati ideologici.

Il passaggio politico più significativo resta però quel “sì” corale dell’aula. Un risultato che Pressi ha voluto sottolineare: “Quando c’è di mezzo l’interesse del territorio, non possono esserci steccati ideologici”. Un ringraziamento speciale è andato all’Ats “Val d’Alpone” e ai Ministeri dell’Ambiente e della Cultura, che hanno lavorato fianco a fianco per portare il dossier sul tavolo internazionale.