Mercato auto, a Verona dicembre quasi invariato, la provincia traina il Veneto: 20.654 immatricolazioni.
Il mercato dell’auto di Verona chiude il 2025 dimostrando una resilienza superiore a quella dei vicini di casa. Secondo l’ultima nota di Confcommercio Verona basata sui dati Unrae, la provincia di Verona ha archiviato il mese di dicembre con un andamento sostanzialmente stabile, riuscendo a contenere le perdite in un contesto regionale decisamente più sofferente.
Nel dettaglio dell’ultimo mese dell’anno, a Verona sono state immatricolate 1.522 vetture, registrando una flessione minima dell’1,62% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo risultato appare ancora più significativo se confrontato con la performance complessiva del Veneto, dove le immatricolazioni sono crollate del 5,68%. Grazie a questa tenuta, la provincia ha visto crescere il proprio peso specifico sul mercato regionale, passando da una quota del 18,99% di un anno fa all’attuale 19,81%.
Allargando lo sguardo all’intero bilancio dell’anno appena concluso, la provincia di Verona ha totalizzato 20.654 nuove immatricolazioni. Sebbene il dato segni una contrazione del 4,04% rispetto alle 21.523 unità del 2024, il territorio si conferma un pilastro fondamentale per il comparto veneto, mantenendo salda la propria quota di mercato che sfiora il 20%. A livello regionale, il 2025 si è chiuso con un totale di 103.505 registrazioni, in diminuzione del 3,33%, a conferma di un rallentamento strutturale che coinvolge l’intero settore.
Massimo Montresor, presidente di Federauto Confcommercio Verona, legge in questi numeri un segnale di “sostanziale tenuta”, pur non nascondendo le ombre che gravano sul comparto. Secondo Montresor, “pesano l’incertezza economica generale, le repentine evoluzioni normative e le sfide poste dalla transizione tecnologica verso una mobilità più green”.
Oltre alle dinamiche di vendita, il settore si trova ad affrontare nuove criticità interne. Il presidente di Federauto ha infatti lanciato un appello per politiche più chiare e stabili a sostegno di famiglie e imprese, evidenziando inoltre “un’emergenza crescente: la difficoltà nel reperire personale specializzato, sia sul fronte commerciale che in quello tecnico dei service – conclude -. Un fattore che rischia di frenare ulteriormente il dinamismo di un mercato vitale per l’economia locale”.
