In piazza Bra l’omaggio di Verona alle Olimpiadi. Tommasi: “Un’opera che parla di noi”

In piazza Bra l’omaggio di Verona alle Olimpiadi: il sindaco Tommasi inaugura il monumento che abbatte le barriere.

È stata inaugurata in piazza Bra “BeYond Barrier”, l’opera scultorea firmata dall’artista veronese Federico Ferrarini e inaugurata dal sindaco di Verona Damiano Tommasi. Il manufatto artistico celebra i valori di inclusione, pace e cooperazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

Posizionata strategicamente con l’Arena a fare da sfondo, la scultura non è solo un omaggio sportivo, ma un ponte tra l’eredità millenaria della città scaligera e il futuro dei Giochi.

Un pezzo di ogni continente nel cuore di Verona.

La particolarità che rende “BeYond Barrier” un’opera unica nella storia delle Olimpiadi risiede nella sua composizione materica. I cinque cerchi, infatti, non si limitano a riprodurre i colori ufficiali, ma sono stati realizzati con marmi provenienti direttamente dai cinque continenti:

  • Verde: Indian Green (Asia)
  • Nero: Zimbabwe (Africa)
  • Blu: Azul Macauba dal Brasile (Americhe)
  • Rosso: Pilbara dall’Australia (Oceania)
  • Giallo: Reale dall’Italia (Europa)

“Il primo pensiero è stato come rendere perpetuo qualcosa di momentaneo – ha spiegato il sindaco Damiano Tommasi, ricordando le sue radici nelle cave della Lessinia -. Questa scultura celebra la prima città al mondo per la lavorazione del marmo, unendo il nostro territorio ai valori universali dello sport”.

La simbologia: tra sostegno e ambizione.

L’opera poggia su una base di Marmo Rosso Verona e due ali asimmetriche in Pietra di Prun (lo stesso materiale dell’Arena). Come illustrato dall’artista Ferrarini, le ali rappresentano una dualità fondamentale: l’ala più piccola simboleggia l’accoglienza e la solidarietà, mentre quella più grande incarna l’aspirazione e il superamento dei propri limiti, motore di ogni atleta.

“Il sogno di un artista a volte diventa l’incubo di un ingegnere”, ha scherzato Federico Ferrarini, sottolineando come la complessità tecnica sia stata superata grazie a un vero lavoro di squadra, valore cardine dello spirito olimpico.

Una “legacy” per la città.

Alla cerimonia hanno partecipato figure chiave del mondo istituzionale e sportivo. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha ricordato come l’opera omaggi anche il 60° anniversario di Marmomac, mentre Jacopo Mazzetti (Fondazione Milano-Cortina 2026) ha definito la scultura un’eredità (“legacy”) capace di unire i popoli attraverso la pace.

Particolarmente toccante l’intervento dell’atleta paralimpico Carlo Piccoli: “Le Paralimpiadi mostrano come le persone vadano oltre la disabilità, mettendo al centro talento e umanità”. Un concetto che “BeYond Barrier”, con le sue forme protese verso l’alto, punta a rendere eterno nel cuore di Verona.