L’università di Verona nega l’aula a Greta Thunberg, ma il Collettivo Tamr fa sapere che l’incontro si farà lo stesso.
L’università di Verona nega l’aula per l’incontro pubblico dedicato alla situazione in Palestina, previsto per il 21 novembre e che avrebbe visto la partecipazione delle attiviste Maya Issa, Greta Thunberg e Simone Zambrin, ma il Collettivo Tamr fa sapere che l’incontro si farà lo stesso.
Nonostante il diniego dell’università a concedere l’aula T8 del polo Zanotto, per motivi “di par condicio a pochi giorni dalle elezioni regionali”, il collettivo Tamr ha infatti annunciato che l’assemblea pubblica si terrà comunque: l’attivista svedese, insieme a Maya Issa e Simone Zambrin, sarà presente venerdì 21 novembre negli spazi del Polo.
Il collettivo rivendica la scelta, ribadendo la volontà di “continuare a parlare di Palestina in sostegno al popolo palestinese” e invitando l’Ateneo a tornare alla linea indicata nella mozione approvata dal Senato Accademico il 28 ottobre, che incoraggiava il dibattito pubblico su giustizia e pace.

L’università di Verona, nel negare l’autorizzazione all’uso dell’aula, aveva spiegato che la concessione degli spazi non era possibile per non violare la legge sulla par condicio, dal momento che l’iniziativa, di carattere politico critico verso il governo, sarebbe avvenuta a ridosso delle elezioni regionali.
Secondo il collettivo Tamr, invece, l’incontro doveva essere “un’occasione unica di confronto su temi di rilevanza cruciale“, grazie alla presenza di voci riconosciute nel panorama internazionale. Da qui la decisione di confermarlo, nonostante il no dell’università di Verona.
