Bolca candidata ufficiale Unesco 2027: il Veneto punta al riconoscimento mondiale

bolca unesco

Unesco, Regione Veneto accelera: Bolca corre per diventare Patrimonio dell’Umanità.

L’Eocene di Bolca verso l’Unesco: il “mare tropicale” del Veneto punta al riconoscimento mondiale per il 2027. Il sogno di vedere la Val d’Alpone e i suoi tesori fossili iscritti nel registro dei luoghi più preziosi del pianeta compie un passo decisivo. Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha deliberato ufficialmente: sarà la candidatura “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone” a correre per l’Italia per l’anno 2027.

Il plauso di Valdegamberi: “Un successo che parte dal basso”.

A commentare la notizia è il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, che ha seguito da vicino l’intero iter burocratico a fianco dell’Associazione Temporanea di Scopo e dei sindaci del territorio.

«Esprimo grande apprezzamento per questa candidatura – ha dichiarato Valdegamberi –. I fossili di Bolca sono un unicum mondiale per la pluralità e la qualità delle testimonianze dell’Era Eocenica. È un’iniziativa partita diversi anni fa grazie alla buona volontà e alla spinta delle comunità locali, che finalmente approda a Parigi per il giudizio finale».

Valdegamberi sottolinea come il percorso sia stato frutto di un intenso lavoro di squadra: «Ora attendiamo il riconoscimento definitivo che coronerebbe l’impegno costante profuso in questi anni, sempre supportato con convinzione dalla Regione Veneto».

La sfida del futuro: accoglienza e marketing.

La candidatura non è però un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Il consigliere Valdegamberi ha infatti lanciato un appello affinché il territorio si faccia trovare pronto all’appuntamento con la storia: «Mentre attendiamo l’esito finale, è fondamentale che l’intera Val d’Alpone inizi a investire seriamente in termini di accoglienza e marketing territoriale. Dobbiamo prepararci a gestire questo evento e a cogliere al meglio le opportunità economiche e turistiche che deriveranno dalla visibilità mondiale garantita dall’Unesco».

la “risoluzione” di Pressi.

L’annuncio è stato accolto a Palazzo Ferro Fini da Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani presidente, che ha già depositato una risoluzione in Consiglio Regionale per blindare il supporto della Regione Veneto a questo percorso. La risoluzione di Pressi, depositata lo scorso 5 gennaio, non si ferma però a Bolca: chiede alla Regione di continuare a sostenere parallelamente anche un’altra eccellenza veronese, la tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella.

Archivio della vita lungo 50 milioni di anni.

Non si tratta solo di una questione di prestigio, ma del riconoscimento di un primato scientifico assoluto. Il sito di Bolca, in alta Val d’Alpone nel veronese, è considerato dagli esperti un sito geopaleontologico di rilevanza mondiale. Qui, i reperti fossili – studiati fin dal XVI secolo – raccontano l’evoluzione della vita marina durante l’Eocene medio e basso (tra i 50 e i 38 milioni di anni fa).

“Il sito è composto dalle aree di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà,” spiega Pressi. “In questi territori si trovano ben quindici affioramenti che permettono una ricostruzione incredibilmente dettagliata degli antichi ambienti marini tropicali. È una finestra unica sulla storia del nostro pianeta”.

La strategia e i criteri della candidatura.

La proposta italiana si basa sul Criterio VIII della Convenzione Unesco del 1972, quello riservato alle testimonianze più straordinarie della storia geologica della Terra. La candidatura vede protagonista l’Associazione Temporaria di Scopo “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico”, supportata dai Ministeri dell’Ambiente e della Cultura.Oltre al valore scientifico,” sottolinea Pressi, “il riconoscimento Unesco rappresenterebbe un volano incredibile per il turismo locale e per l’economia dell’area montana veronese”.

Il cronoprogramma verso il 2027

La macchina diplomatica è già in moto. Entro il 30 gennaio 2026, il dossier sarà inviato ufficialmente al Centro del Patrimonio Mondiale tramite il Ministero degli Affari Esteri. Seguirà un lungo periodo di valutazione tecnica da parte degli organismi consultivi internazionali, che culminerà nella decisione finale del Comitato Unesco prevista per il 2027.