Pistola e spari alla fermata delle corriere: identificati e denunciati due giovani

Pistola e spari alla fermata delle corriere di Porto di Legnago, identificati dai carabinieri due giovani che sarebbero coinvolti.

Pistola e spari alla fermata delle corriere di Porto di Legnago, sono stati identificati e denunciati due giovani (e non tre, come sembrava in un primo momento), italiani di seconda generazione: sarebbero entrambi minorenni, e sarebbero soprattutto loro i ragazzi ripresi nel video comparso in questi giorni sui social, dove uno di loro impugna e utilizza quella che sembra a tutti gli effetti una pistola, anche se in realtà si è rivelata poi essere una scacciacani. L’episodio ha generato forte allarme tra i residenti. La pistola scacciacani è stata ritrovata dai carabinieri nell’abitazione di uno dei tre durante le perquisizioni effettuate nella serata di ieri, giovedì 23.

Il filmato, diventato virale online, mostra i ragazzi passarsi di mano l’arma, senza che inizialmente fosse chiaro se si trattasse di una pistola vera o di una scacciacani. In un passaggio del video si vede uno dei giovani esplodere almeno un colpo in aria, in mezzo ad altri ragazzi, come se fosse un avvertimento o una sfida. Subito dopo le immagini si interrompono, ma tanto è bastato per alimentare paura e legittima preoccupazione, anche per il luogo in cui i fatti sono avvenuti, quotidianamente frequentato da studenti e pendolari.

I carabinieri di Legnago hanno avviato immediatamente le indagini, arrivando in breve tempo all’identificazione dei presunti responsabili e al sequestro dell’arma, ritenuta compatibile con quella mostrata nel video.

Il sindaco: “Inaccettabile”.

“Si tratta di uno scontro tra gruppi di giovanissimi – ha subito affermato il sindaco di Legnago Paolo Longhi – durante il quale uno di loro ha estratto un’arma, probabilmente una scacciacani. Un fatto inaccettabile, che non può e non deve essere sottovalutato. I carabinieri della Compagnia di Legnago hanno però prontamente rintracciato e denunciato i minori coinvolti nei gravi fatti di Porto, recuperando finanche la finta pistola. Hanno lavorato senza sosta e sono stati rapidissimi, meritano il nostro plauso”.