Paura a Porto di Legnago, tra i giovanissimi alla fermata delle corriere spunta una pistola. E uno sparo

Tra i giovanissimi alla fermata delle corriere di Porto di Legnago spunta una pistola, che spara un colpo in aria.

Fa davvero paura il video comparso in questi giorni sui social che vede dei ragazzi alla fermata delle corriere di Porto di Legnago passarsi di mano quella che sembra a tutti gli effetti una pistola, non è chiaro se vera oppure, più probabilmente, una scacciacani.

Rimane il fatto che a un certo punto del video uno dei due ragazzi spara almeno un colpo di pistola in aria, in mezzo ad altri ragazzi. Come un avvertimento, o una sfida. E qui il video si interrompe. Quanto basta però per generare paura e legittima preoccupazione tra i residenti. I carabinieri di Legnago hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili, forse una baby gang già tristemente nota nella zona.

Il sindaco: “Inaccettabile, ma la repressione non basta”.

Lo stesso sindaco di Legnago, Paolo Longhi, si dice “vicino ai carabinieri e alle forze dell’ordine per l’attività che li vede impegnati relativamente agli ultimi episodi accaduti in particolare nel quartiere di Porto“. “Si tratta di uno scontro tra gruppi di giovanissimi – aggiunge il sindaco – durante il quale uno di loro ha estratto un’arma da fuoco, probabilmente una scacciacani. Un fatto inaccettabile, che non può e non deve essere sottovalutato. Ma dobbiamo essere chiari: la repressione, da sola, non basta. Da domani sarà rafforzata la presenza della polizia locale nell’area del terminal, con presidi negli orari di entrata e uscita degli studenti. È un segnale concreto, ma non sufficiente. Serve uno sforzo collettivo. Serve il coinvolgimento delle famiglie, che non possono voltarsi dall’altra parte o rassegnarsi a episodi di questo tipo. Serve una comunità che reagisce”.

Trevisi: “Non chiamatela bravata”.

“Non chiamatela bravata. Quando deiragazzi arrivano a sparare, anche con una scacciacani, davanti a una fermata piena di studenti, siamo già oltre. È un salto di qualità che va riconosciuto per quello che è: un segnale serio di perdita di senso del limite e di percezione delle conseguenze”. Lo dichiara Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Veneto del Partito democratico, già dirigente della polizia di Stato.

“Chi ha fatto quel gesto – aggiunge Trevisi – deve essereindividuato e risponderne, senza attenuanti. Ma fermarsi lì sarebbe un errore. Perché questi episodi non nascono dal nulla e non si risolvono inseguendo ogni volta l’emergenza del giorno dopo. Da mesi continuo a dire che sulla sicurezza serve uscire dalla sola logica della reazione e tornare anche a quella dellapresenza. Più operatori in strada, più preparati e messi nelle condizioni di lavorare bene, meno burocrazia che li tiene lontani dal territorio. E accanto a questo, un investimento vero su chi intercetta il disagio prima che esploda: educatori, scuola, servizi sociali, comunità locali”.

Valdegamberi: “Non sono più casi isolati”.

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, fresco di passaggio a Futuro nazionale, annuncia il deposito di una proposta di legge regionale in materia di responsabilità genitoriale e accesso ai benefici pubblici.

“Non siamo più di fronte a episodi isolati – dichiara Valdegamberi – ma a un fenomeno crescente di devianza minorile, spesso organizzata in gruppi, che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e degli stessi giovani coinvolti. Non si può continuare a ignorare il problema o a minimizzarlo. Quanto accaduto a Legnago è un campanello d’allarme che non può restare inascoltato. Servono risposte concrete, immediate e coraggiose”.