Indagato nell’operazione Taurus, torna in carcere un 50enne residente a Valeggio

I carabinieri hanno proceduto all’arresto di un 50enne residente a Valeggio sul Mincio.

Nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 6 aprile, i carabinieri di Valeggio sul Mincio hanno proceduto all’arresto ed al successivo trasferimento in carcere di C. A., cinquantenne calabrese residente nella cittadina viscontea, noto alle cronache in quanto destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso anno nell’ambito dell’operazione Taurus condotta dalla sezione anticrimine del R.O.S. carabinieri di Padova e coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia di Venezia. Questi, sempre in tale contesto, si trovava agli arresti domiciliari a Valeggio sul Mincio in attesa dell’esito dell’istanza presentata nel suo interesse a seguito dell’annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione, che il tribunale del riesame di Venezia ha rigettato appena qualche giorno addietro, ripristinando di fatto la misura restrittiva già disposta a suo tempo dal giudice per le indagini preliminari.    

L’operazione Taurus dei carabinieri del ROS ha dimostrato l’esistenza di un’associazione di stampo mafioso di matrice ‘ndranghetista radicata nel territorio veneto, operante in particolare nel veronese, autonoma rispetto all’organizzazione stanziale in Calabria ma alla stessa collegata e capace di porre in essere numerose attività criminali in diversi ambiti (armi, estorsioni, usura, furti, stupefacenti, riciclaggio), con le modalità tipiche del metodo mafioso, e al contempo capace di ingenerare nel territorio veneto assoggettamento e omertà.

In tale contesto, sulla base delle risultanze investigative emerse, C. A. è stato ritenuto responsabile di numerosi atti di estorsione aggravati dalla modalità mafiosa e a diversi reati in materia di armi. I carabinieri di Valeggio sul Mincio, una volta ricevuto il provvedimento restrittivo, hanno provveduto immediatamente alla sua esecuzione prelevandolo dalla sua abitazione per condurlo prima presso gli uffici dell’Arma e poi, ultimate le formalità del caso, presso il carcere di Montorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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