Verona invecchia al lavoro: età media oltre i 41 anni, un terzo degli occupati ha più di 50 anni

Anche Verona è coinvolta dal progressivo invecchiamento della forza lavoro italiana: un terzo degli occupati ha più di 50 anni.

Anche Verona è coinvolta in pieno dal progressivo invecchiamento della forza lavoro italiana. Nel 2024 l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato in provincia ha raggiunto 41,24 anni, mentre oltre il 31% degli occupati ha più di 50 anni. Dati che confermano una tendenza strutturale e non più congiunturale, come emerge dall’ultimo studio dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre su base Inps.

In provincia di Verona i lavoratori dipendenti sono 347.392, di cui 107.874 over 50. Un valore leggermente inferiore alla media regionale veneta, ma comunque indicativo di un mercato del lavoro che fatica a rinnovarsi. Il Veneto nel suo complesso presenta un’età media di 41,82 anni, mentre a livello nazionale si sale a 41,91 anni, con quasi un lavoratore su tre sopra i cinquant’anni.

Dal 2008 età media aumentata di 4 anni.

Il confronto con il passato è significativo. Dal 2008 a oggi l’età media dei lavoratori italiani è aumentata di quattro anni, mentre la fascia centrale tra i 25 e i 44 anni si è progressivamente assottigliata. Al contrario, gli occupati tra i 55 e i 59 anni sono cresciuti di oltre 150%, e quelli tra i 60 e i 64 anni addirittura di quasi 370%, anche a causa delle riforme che hanno allungato la vita lavorativa

Per il sistema produttivo veronese, fortemente basato su piccole e medie imprese manifatturiere, artigiane e della logistica, l’invecchiamento rappresenta una sfida concreta. Secondo la Cgia, il rischio principale è la perdita di competenze tacite: conoscenze tecniche, esperienza di processo e relazioni commerciali che difficilmente possono essere sostituite in tempi brevi. Un patrimonio “invisibile” che non compare nei bilanci, ma che è decisivo per la competitività delle imprese.

I settori ad alta intensità di lavoro sono quelli più esposti. Nell’edilizia, nei trasporti, nella metalmeccanica e nella logistica – comparti centrali nell’economia scaligera – la difficoltà a reperire giovani lavoratori sta già riducendo la capacità produttiva. A questo si aggiungono costi indiretti crescenti: maggiore esposizione a infortuni, assenze per motivi di salute e premi assicurativi più elevati.

La concorrenza delle grandi imprese pesa ulteriormente. I giovani, quando entrano nel mercato del lavoro, tendono a preferire aziende strutturate, capaci di offrire percorsi di carriera, formazione, welfare aziendale e maggiore stabilità. Una scelta che penalizza le realtà più piccole, cuore dell’economia veronese.

Il quadro che emerge è chiaro: senza un forte investimento su ricambio generazionale, formazione e attrattività del lavoro, anche a Verona l’invecchiamento rischia di trasformarsi da problema demografico a vero e proprio freno allo sviluppo economico.

Note sull'autore