Verona, gennaio in calo: il turismo vede meno visitatori, ma chi c’è spende di più.
Gennaio col freno a mano: meno folla in centro a Verona, ma crescono i “Paperoni”, questo secondo le ultime rilevazioni di Confcommercio Verona. Il report, basato sui dati anonimi della telefonia mobile, evidenzia che nel mese di gennaio i visitatori all’interno dell’ansa dell’Adige sono stati 586mila. Si tratta di una flessione netta rispetto ai 901.300 registrati a dicembre e ai circa 724mila di novembre.
Identikit del turista invernale.
Nonostante il calo generale, la città d’arte continua a parlare straniero. Sono stati poco meno di 122mila i visitatori provenienti dall’estero. In cima alla classifica si conferma la Spagna, che con 15.700 presenze batte la concorrenza di Stati Uniti e Regno Unito. A sorpresa, mercati tradizionali come quello tedesco scivolano verso il fondo della “top ten”, superati anche da Francia e Polonia.
A passeggiare tra via Mazzini e piazza Bra sono stati soprattutto i “senior”: le fasce d’età più rappresentate sono infatti quelle tra i 45 e i 64 anni (che insieme coprono il 42% del totale), seguite dai giovani tra i 25 e i 34 anni.
Si spende di più: il segnale degli “High Spending”.
Il dato più sorprendente riguarda però la capacità economica di chi ha scelto Verona a gennaio. Nonostante il numero di persone sia diminuito, è aumentata la quota di visitatori “high spending”, ovvero con alta capacità di spesa, passata dal 24% di dicembre al 26,5% di inizio anno. Parallelamente, sono diminuiti i visitatori che spendono poco.
“Gennaio è un mese di assestamento – commenta Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Verona – ma il dato interessante è la crescita dei visitatori ad alta capacità di spesa”. Secondo il direttore, questo dimostra che Verona mantiene il suo fascino anche fuori stagione, ma sottolinea la necessità di puntare su servizi e segmenti, come quello business, capaci di generare valore tutto l’anno.
