Perché Verona merita di essere Capitale del Volontariato 2027: tutti i numeri per la sfida.
Parte la corsa a Capitale del Volontariato 2027: Verona ha deciso di giocare a carte scoperte e puntare al nobile titolo. Si tratta di un obiettivo ambizioso che trasforma il cuore della città in un progetto politico e sociale d’avanguardia. Verona è pronta: la capitale dell’amore punta a diventare la capitale del dono.
Un esercito del bene: i numeri di una città solidale.
A Verona il volontariato non è un accessorio, è l’impalcatura stessa della comunità. Con quasi 500 organizzazioni iscritte al Runts e oltre 900 associazioni di promozione sociale, la città scaligera si presenta al bando di CSVnet con un curriculum pesante. Ma la vera forza sta nell’innovazione: dai 15 Centri di Comunità – che solo nel 2025 hanno registrato 80mila presenze – ai 220 patti di sussidiarietà, Verona ha dimostrato che la cura dei beni comuni può essere un affare di tutti, dai singoli cittadini alle imprese.
L’empatia come motore politico.
L’amministrazione Tommasi ha tracciato una rotta chiara fin dall’inizio, istituendo un assessorato dedicato al Terzo Settore. “Questa candidatura è l’occasione per promuovere il valore dell’empatia”, spiega l’assessora Luisa Ceni. L’idea non è solo vincere un titolo, ma mettere a sistema anni di collaborazioni tra Comune, associazioni e cittadini.
Generazione Z protagonista: dai quartieri alle Olimpiadi.
Se qualcuno pensa che il volontariato sia un tema per nostalgici, Verona risponde con i fatti. I 170 “Volontari di Città”, in gran parte under 23, sono già mobilitati per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. È questo il ponte verso il futuro: una gioventù attiva che non aspetta il domani, ma lo costruisce partecipando.
La sfida del 2027: tre pilastri per vincere.
Il progetto, che verrà presentato entro il 26 marzo insieme a Csv Verona, si muove su tre direttrici.
- Quartieri inclusivi: per combattere la solitudine dove le persone vivono.
- Cultura e giovani: il volontariato come risorsa del territorio.
- Democrazia e diritti: il Terzo Settore come presidio di libertà.
Febbraio sarà il mese decisivo per allargare la rete a Università, ULSS e Regione.
