Fondazione Navalny: “No al baritono a Verona”, il Don Giovanni rischia lo stop

“Verona non dia palcoscenico a Putin”: l’appello della Fondazione Navalny contro il basso-baritono.

La Fondazione Navalny chiede a Verona di “cancellare” la presenza del basso-baritono russo, definito “propagandista di Putin”, in cartellone per il Don Giovanni. Come riportato dall’Ansa, la città scaligera e il suo Teatro Filarmonico si trovano al centro di un acceso dibattito internazionale riguardante la presenza di artisti russi ritenuti vicini al Cremlino. La controversia riguarda la prossima stagione lirica e, in particolare, la partecipazione del basso-baritono Ildar Abdrazakov nell’opera Don Giovanni di Mozart. Abdrazakov è atteso a Verona per esibirsi al Teatro Filarmonico il 18, 21, 23 e 25 gennaio 2026.

L’ultima e più perentoria richiesta di cancellazione è arrivata dall’Anti-Corruption Foundation, l’organizzazione fondata dal defunto oppositore russo Alexey Navalny. La Fondazione ha lanciato un appello diretto, definendo Abdrazakov un “alleato e propagandista di Putin” e chiedendo che “i palcoscenici europei non devono fornire una piattaforma ai sostenitori pubblici attivi della guerra del Cremlino”.

Accuse e impegni politici dell’artista.

L’accusa mossa dalla Fondazione Navalny: “Il baritono russo è un sostenitore pubblico di Vladimir Putin. Nel 2024, Ildar Abdrazakov è stato un rappresentante di fiducia durante la campagna presidenziale di Putin e attualmente dirige il Teatro dell’Opera e del Balletto di Sebastopoli, nella Crimea occupata in Ucraina“.

Precedenti.

Le polemiche non sono nuove per l’evento scaligero. Nei giorni scorsi, anche l’Associazione Liberi Oltre le Illusioni aveva chiesto a Fondazione Arena di Verona e ai suoi soci fondatori — tra cui il Ministero della Cultura, la Regione Veneto, il Comune di Verona e la Camera di Commercio — di “agire con responsabilità e di bandire Ildar Abdrazakov“.