Verona chiude alle auto in piazza Bra: cambia la viabilità davanti alla Gran Guardia, ma in città non tutti sono d’accordo.
Piazza Bra dice addio alle auto: rivoluzione mobilità a Verona, ma esplode la protesta per il cambio di viabilità davanti alla Gran Guardia. Una decisione destinata a segnare uno spartiacque nella storia recente della città scaligera. Da maggio 2026, il “salotto” di Verona cambierà definitivamente volto: piazza Bra sarà chiusa al traffico delle auto private. Il Comune ha ufficializzato l’ordinanza n. 564, un tassello fondamentale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) che punta a liberare l’Arena e la Gran Guardia dalla morsa dello smog e delle lamiere.
Ma quella che l’amministrazione definisce una “trasformazione necessaria per la qualità urbana” ha acceso una miccia. Commercianti e residenti sono già sul piede di guerra, con una raccolta firme che sta raccogliendo centinaia di adesioni.
Cosa cambia: la nuova mappa del traffico.
Il provvedimento entrerà in vigore non appena sarà installata la nuova segnaletica (circa due settimane). Il divieto di transito per i privati riguarderà il tratto davanti alla Gran Guardia, tra Corso Porta Nuova e il semaforo di Palazzo Barbieri.
Chi potrà ancora circolare.
L’accesso resterà garantito a Mezzi pubblici (Autobus), Taxi e NCC. Biciclette e mezzi per il carico/scarico (ore 6:00 – 10:30). Residenti con garage o posto auto nelle vie limitrofe. Forze dell’ordine e servizi turistici (trenini e bus panoramici).
Per tutti gli altri, la viabilità cambierà radicalmente: arrivando da Porta Nuova si dovrà obbligatoriamente svoltare in via dei Mutilati o deviare verso vicolo Ghiaia/Piazza Cittadella.
La polemica.
Sull’ordinanza del comune di Verona che chiude alle auto piazza Bra, non tutti sono d’accordo. L’opposizione a palazzo Barbieri ha già avviato una raccolta di firme tra commercianti e residenti del centro storico, chiedendo la “revisione del provvedimento”.
“Ancora una volta assistiamo a decisioni comunicate all’ultimo momento, senza una pianificazione adeguata e senza il minimo rispetto per cittadini, lavoratori e imprese – dice Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega a Verona –. La chiusura al traffico di piazza Bra a partire da maggio arriva mentre la città già versa in difficoltà a causa di cantieri aperti e disagi evidenti, come le code quotidiane in piazza Cittadella e l’incrocio congestionato di fronte al cimitero. È evidente una gestione che guarda più a modelli esterni che alle reali esigenze del territorio, senza comprendere che ogni città ha un proprio equilibrio e un proprio contesto. Verona non può permettersi scelte calate dall’alto, senza confronto e senza una visione complessiva della mobilità”.
Massignan: “Verona può riscoprire la sua identità”.
Meno critico, invece, Giorgio Massignan di Verona Polis, che pure ultimamente non era stato troppo tenero con l’amministrazione Tommasi: “Da quando l’assessore Ferrari è intervenuto per pedonalizzare il centro storico di Verona, si è accesso un dibatto sui lati positivi e negativi dell’operazione – è il parere di Massignan -. Non sono mancati gli attacchi e le strumentalizzazioni politiche, specialmente a solo un anno dalle elezioni amministrative. La categoria dei commercianti, in maggioranza, è fermamente contraria alla pedonalizzazione, temendo di subire un danno ai loro affari. Ma è realmente così?“
“Un centro storico come quello di Verona – aggiunge Massignan – attraverso la pedonalizzazione può riscoprire la sua reale essenza e identità, esaltandone le caratteristiche storiche, architettoniche e monumentali. Ma, è necessario realizzare le opportune infrastrutture per favorire l’accessibilità, supportata da parcheggi adeguati. La pedonalizzazione non dovrà essere concepita solo per i turisti, ma soprattutto per il ritorno dei residenti con l’offerta di abitazioni a costi d’affitto convenzionati, con la regolamentazione dei B&B e con la presenza di funzioni e di servizi essenziali per coloro che ci abitano”.
