Il gip del tribunale di Verona respinge la richiesta di archiviazione sulla morte di Moussa Diarra: disposte nuove indagini.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona ha respinto la richiesta di archiviazione nell’inchiesta sulla morte di Moussa Diarra, il 26enne maliano ucciso da un colpo di pistola il 20 ottobre 2024 in stazione a Verona Porta Nuova. Nelle oltre 50 pagine dell’ordinanza che respinge la richiesta di archiviazione vengono anche disposti dal gip ulteriori approfondimenti delle indagini, anche per verificare eventuali depistaggi.
La richiesta di archiviazione era stata avanzata dal pubblico ministero nei confronti dell’assistente capo coordinatore della polizia di Stato indagato per omicidio, ritenendo che avesse agito per legittima difesa, reagendo di fronte a una minaccia.
All’udienza del 26 febbraio scorso, i legali dei familiari della vittima, che si sono costituiti parte civile, si erano opposti alla richiesta. Il gip ha ora accolto le loro istanze, disponendo ulteriori accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti.
“La Procura aveva chiesto l’archiviazione ma oggi il gip di Verona, con un’ordinanza di 54 pagine, ha accolto le nostre richieste istruttorie in opposizione – scrive sui suoi canali l’avvocato Fabio Anselmo -. Disposta altresì l’iscrizione della notizia di reato per l’ipotesi di concorso in depistaggio“.
Il sindacato di polizia: “Stupiti”.
“Accogliamo con stupore la decisione del gip di opporsi alle richieste del pubblico ministero – afferma il segretario generale del Sap Stefano Paoloni -. Se sussiste qualche dubbio è sicuramente necessario effettuare tutti gli approfondimenti del caso perché nessuna incertezza permanga sull’operato dei nostri colleghi. Siamo certi che sapranno dimostrare la correttezza del loro agire in momenti di grande tensione e pericolo. Certo – aggiunge – svolgere la nostra professione sta diventando sempre più difficile e complesso”.
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