Grandine grossa come noci a Legnago e Cerea: agricoltura in ginocchio nella Bassa veronese.
Maltempo shock nella Bassa Veronese, grandine grossa come noci distrugge i raccolti: persi frutta e ortaggi. La tregua del meteo si è interrotta bruscamente ieri pomeriggio, 6 maggio, quando una violenta cella temporalesca ha scaricato tutta la sua furia sulla Bassa Veronese. Una grandinata impressionante, caratterizzata da chicchi grandi come noci, ha flagellato i campi tra Salizzole, Cerea, Legnago e Angiari, mettendo in ginocchio l’agricoltura locale proprio nel cuore della stagione produttiva.
Agricoltura sotto scacco: i comuni più colpiti.
L’evento, segnalato da Codive (il Consorzio Difesa Verona), rappresenta il primo vero episodio di maltempo estremo del 2026 nel territorio scaligero. La tempesta ha colpito con particolare intensità la frazione di Bionde di Salizzole, estendendosi poi rapidamente verso i territori di Cerea, Legnago e Angiari.
A subire i danni maggiori sono state proprio le eccellenze del territorio.
- Frutta: i grossi chicchi hanno ammaccato pesantemente le produzioni sugli alberi.
- Seminativi: colture come mais e cereali sono state letteralmente “asfaltate” dalla forza dell’impatto.
- Orticole: i campi di verdure sono stati devastati dalla furia del ghiaccio.
Il monitoraggio: “Danni preoccupanti”.
Secondo il direttore di Codive, Michele Marani, l’entità dei danni è ancora in fase di accertamento, ma le prime testimonianze sono allarmanti. “L’intensità della grandinata e la dimensione dei chicchi destano forte preoccupazione”, ha dichiarato Marani, confermando che i “tecnici del Consorzio effettueranno sopralluoghi mirati nelle aree colpite per una stima precisa delle perdite”.
La sfida del clima: l’importanza di assicurarsi.
L’episodio riaccende il dibattito sulla fragilità del reddito agricolo di fronte a eventi atmosferici sempre più imprevedibili e distruttivi. Marani ha ricordato che, “per colture come il tabacco, le orticole e le colture estive, è ancora possibile sottoscrivere coperture assicurative agevolate con contributo pubblico”.


