Non fa entrare il coinquilino e aggredisce i carabinieri di Verona lanciando mobili e un frigorifero: 43enne arrestato.
I carabinieri del Norm di Verona nel pomeriggio di ieri, 23 giugno, hanno arrestato un 43enne nigeriano, già noto alle forze dell’ordine, poiché gravemente indiziato di “violenza e resistenza a pubblico ufficiale”.
Nella circostanza, alle 19.30 circa una pattuglia riceveva tramite la Centrale operativa la richiesta di intervento da parte di un cittadino straniero, il quale diceva di trovarsi davanti al suo appartamento e il suo coinquilino non gli premetteva di entrare. I militari giunti sul posto, notavano che con ogni probabilità l’occupante aveva lasciato le chiavi nella serratura all’interno dell’abitazione, ma non aveva chiuso con le “mandate”; a tal punto, al fine di accertare lo stato di salute del soggetto barricato, i militari riuscivano comunque ad aprire la porta.
Il lancio del frigorifero.
Una volta avuto accesso all’abitazione con il coinquilino, i carabinieri si dirigevano verso la stanza dell’uomo, il quale avvertendo la presenza di qualcuno apriva la porta della camera e visti i carabinieri, senza dar loro la possibilità di un approccio verbale, iniziava a lanciare in loro direzione un frigorifero, poi un grosso mobile per poi culminare con il tentativo di una brutale aggressione col coltello che i carabinieri riuscivano a contenere per poi fermarlo con l’utilizzo del “taser”.
Nonostante il 43enne fosse a terra, durante le operazioni di messa in sicurezza, lo stesso riusciva a colpire un militare con una gomitata al fianco, fratturandogli due costole, come poi accertato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento, dove venivano prestate le prime cure sia il militare che allo stesso soggetto che, alla fine delle operazioni sanitarie, andava nuovamente in escandescenza.
Pertanto, informata la Procura della Repubblica di Verona, il 43enne veniva arrestato e piantonato a vista presso il pronto soccorso, in attesa del rito direttissimo.
Nella mattinata odierna il cittadino nigeriano è stato condotto innanzi a giudice del Tribunale Scaligero, il quale ha convalidato l’arresto e, a seguito dei richiesti termini a difesa, rinviato l’udienza a luglio 2026, applicando la misura cautelare degli arresti domiciliari.
