Citrobacter, l’ospedale: “I bambini sono sani, non c’è epidemia. No allarmismi”

L’Azienda ospedaliera di Verona fa il punto dopo che da venerdì è tornato l’incubo legato alla possibile ricomparsa del Citrobacter, il batterio killer.

Dopo il grande spavento per il possibile ritorno del batterio killer, il famigerato Citrobacter, all’ospedale di Borgo Trento, è l’Azienda ospedaliera di Verona a fare il punto della situazione. “Tutti i nuovi screening effettuati sui bambini attualmente ricoverati in Terapia intensiva neonatale – scrive l’Aoui in una nota – hanno confermato che non ci sono state altre colonizzazioni da Citrobacter koseri. Dei nove neonati solo uno resta positivo, ma non infetto quindi sta bene. Nessun bambino prematuro ricoverato in TIN è infetto. Proseguono le misure di sorveglianza e di isolamento, che hanno consentito da venerdì di isolare la colonizzazione (neonati postivi al tampone) e impedire l’infezione (l’insorgere della malattia)”.

“Nessuno è ammalato”.

“Qui nessun bambino è infetto ma solo un bambino colonizzato – precisa Massimo Piergiuseppe Franchi, direttore Dipartimento Materno infantile -. Nessuno è ammalato, infatti abbiamo bambini sani, in ottime condizioni. Quindi, da questo punto di vista, i rischi seppur teorici sono estremamente limitati. Sono state adottate tutte le misure atte a evitare una situazione di rischio. E in via prudenziale accettiamo le gestanti dalla 34° settimana perché i bambini che nascono non prematuri non corrono rischi. Come è noto, la trasmissione del batterio, che vive nell’intestino, può avvenire per via verticale, cioè dalla mamma al bambino al momento del parto, oppure per via orizzontale per contatto”.

“Stiamo proseguendo tutte le indagini – prosegue – compresa quella genomica per capire se è lo stesso ceppo di Citrobacter koseri di quattro anni fa. Così come proseguono i test ambientali e non è mai stato identificato il germe. Come medico clinico dico che tutti i passaggi sono stati fatti, per questo voglio mettere in guardia da certi allarmismi e invito a restare ai fatti, e cioè che non c’è epidemia e nemmeno infezione. Le facili soluzioni di chi non ha niente a che fare con l’ospedale e suggerisce di smantellare tutto o che il germe è sempre stato qui, vuol dire che non conosce la situazione ma soprattutto fa un danno alle signore gravide che sono ricoverate e procura inutili allarmi”.

Misure di controllo dell’acqua.

Le azioni di verifica degli impianti idrici sono consolidate da anni e prevedono la manutenzione predittiva ordinaria e straordinaria, attraverso varie misure: impianto biossido di Cloro su acqua fredda e calda per l’Ospedale della donna e del Bambino, impianto filtri 0,2 micron su tutti i punti acqua (sostituito ogni 60 giorni), cambio della rubinetteria con flussaggio automatico, valutazione rischio su impianto idrico per tutti gli edifici dell’AOUI.

“L’esame delle acque – spiega Maurizio Lorenzi, direttore Uoc Servizi tecnici patrimoniali – e i prelievi dei campioni per la verifica di eventuali contaminanti è prassi consolidata da anni. Sin dalle prime circolari della Regione per la prevenzione della legionellosi nel 1999. In nessuno dei campioni di acqua esaminati nei nosocomi di Aoui è stata riscontrata la positività al Citrobacter koseri”.

“Questo batterio – dice Annarita Mazzariol, Uoc Microbiologia – è della famiglia degli Enterobatteri, che vivono e colonizzano nella flora batterica dell’intestino umano e animale. Il batterio viene eliminato attraverso le feci, che potrebbero contaminare l’ambiente, mentre l’acqua non è il suo ambiente naturale”.

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