Corsi di autodifesa per le donne a Verona: aperte le iscrizioni per i nuovi corsi nei quartieri.
Non solo autodifesa, ma libertà: a Verona il successo dei corsi che insegnano alle donne a non avere paura. C’è un filo rosso che unisce nonne e nipoti, madri e figlie, tra i tappetini delle palestre di Verona: è il desiderio di sicurezza, ma soprattutto di consapevolezza. Il progetto di autodifesa femminile promosso da USacli APS, in collaborazione con il Comune e con il sostegno di Fondazione Cariverona e Magis, sta segnando numeri da record: oltre 700 donne hanno già scelto di mettersi in gioco, trasformando la paura in una risorsa.
Un esercito di consapevolezza: dai 14 agli 80 anni.
La forza di questa iniziativa risiede nella sua totale inclusività. Non servono fisici da atlete o esperienze pregresse nelle arti marziali. Il percorso, basato sulla disciplina del Krav Maga, si rivolge a tutte: dalle adolescenti di 14 anni alle signore di 80. «I corsi sono frequentati da generazioni diverse che si ritrovano insieme», spiega con orgoglio Giuseppe Biasi, presidente di USacli Verona. Grazie agli istruttori qualificati dei team Eagle Team e Team 13, le partecipanti imparano a gestire lo stress, a riconoscere il pericolo e, solo in ultima istanza, a reagire fisicamente.
La capillarità sul territorio: le prossime tappe
L’obiettivo dell’amministrazione è non lasciare indietro nessun quartiere. Se la Sesta Circoscrizione sta concludendo proprio in questi giorni il suo ciclo, i riflettori si spostano ora sulle altre zone della città.
- Terza Circoscrizione: Dal 6 marzo alla Scuola Europa Unita.
- Quarta Circoscrizione: Dal 7 aprile in Sala Salgari.
- Quinta Circoscrizione: In fase di definizione presso la Scuola Busti.
«Il tema è estremamente sentito», sottolinea l’assessore Federico Benini, «c’è un bisogno concreto di strumenti di prevenzione. Per questo le iscrizioni sono già aperte anche per la sessione autunnale di settembre 2026».
Oltre il gesto fisico: il valore psicologico.
Difendersi non significa solo “colpire”, ma soprattutto “esserci”. La consigliera Annamaria Molino, vicepresidente nazionale della Rete Italiana Città Sane OMS, evidenzia il cuore filosofico del progetto: «Autodifesa significa conoscere i propri limiti e le proprie risorse. È un modo per non essere passive, per abitare lo spazio pubblico con autonomia».
