Strage di Castel d’Azzano, Franco Ramponi prosciolto dall’accusa di calunnia

Strage di Castel d’Azzano, Franco Ramponi prosciolto dall’accusa di calunnia.

È stato prosciolto dall’accusa di calunnia Franco Ramponi, 65 anni, attualmente detenuto per la strage di Castel d’Azzano del 14 ottobre scorso, nella quale persero la vita tre carabinieri. Al termine dell’udienza preliminare, il gup del tribunale di Verona, come riferisce Ansa, ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

L’accusa di calunnia era scaturita da una denuncia presentata da Ramponi il 18 marzo 2024 ai carabinieri: l’uomo aveva segnalato l’invasione e il danneggiamento di uno dei suoi terreni da parte di due persone. Tuttavia, come sostenuto dalla difesa, i terreni oggetto della presunta invasione erano stati trasferiti ufficialmente all’aggiudicatario dell’asta solo il 13 maggio successivo.

L’asta, come specifica Ansa, era stata assegnata il 14 dicembre 2023, ma al momento dell’utilizzo di un escavatore e di un trattore sui fondi il passaggio di proprietà non risultava ancora perfezionato. Una circostanza che ha portato il giudice ad accogliere la tesi difensiva e a prosciogliere Ramponi dall’accusa.

Il 65enne resta comunque detenuto nel carcere di Vicenza. Insieme al fratello Dino, 63 anni, recluso a Trento, e alla sorella Maria Luisa, 59 anni, detenuta a Verona, deve rispondere dei reati di strage in concorso, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale in relazione ai fatti di Castel d’Azzano.