Maltrattamenti sui bimbi, sigilli a un asilo nido in centro a Verona. Cinque maestre indagate

Presunti maltrattamenti sui bimbi, indagini in corso per un asilo nido privato in pieno centro a Verona.

Si indaga per maltrattamenti: è questo il motivo per il quale i carabinieri hanno posto i sigilli a un asilo nido privato in pieno centro a Verona.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Verona, sarebbero partite da una segnalazione, che avrebbe indicato presunti maltrattamenti sui bimbi all’interno di un asilo nido privato in pieno centro a Verona, in via Dietro Filippini. I carabinieri sono intervenuti nel pomeriggio di martedì 10.

Cinque le maestre indagate per maltrattamenti.

Le indagini sono state condotte attraverso videoregistrazioni, servizi di osservazione e acquisizione di documenti. E avrebbero fatto emergere un quadro di presunte violenze ai danni di numerosi piccoli.

Sono cinque le maestre che risultano indagate per presunti maltrattamenti su bambini tra i 9 mesi e i 3 anni, e per le quali è stato disposto il divieto temporaneo di esercizio della professione per un anno. La struttura è stata chiusa e posta sotto sequestro probatorio.

Secondo quanto documentato, all’interno dell’asilo nido si sarebbero verificati strattonamenti, spintoni e schiaffi. In alcuni casi i bambini sarebbero stati afferrati con forza per il viso o tirati per le orecchie. I piccoli sarebbero stati inoltre minacciati e, durante i pasti, legati alle seggioline. In un episodio un’insegnante avrebbe lanciato una sedia contro il muro. Contestata anche la mancata cura dell’igiene personale di alcuni bambini, lasciati soli ad arrangiarsi nei bagni dell’asilo. Le educatrici indagate sono anche accusate di aver fatto dormire una bambina in uno sgabuzzino buio, sola, su un materassino poggiato sul pavimento.

“Indagini ancora in corso”.

“Parallelamente all’esecuzione delle misure personali, è stato disposto il sequestro dell’immobile per interrompere immediatamente le condotte e preservare lo stato dei luoghi, consentendo ulteriori accertamenti”, ha dichiarato in una nota il procuratore Raffaele Tito. Aggiungendo come la Procura e l’Arma dei carabinieri siano “a disposizione dei genitori che intendano collaborare. Le indagini preliminari sono ancora in corso e l’applicazione della misura interdittiva non è ancora elemento idoneo per affermare con certezza la responsabilità delle indagate”.

++ notizia in aggiornamento ++

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