Verona: l’allarme del Sacro Cuore di Negrar sulla diffusione estesa del virus West Nile.
Verona, cresce la preoccupazione per la diffusione del virus West Nile: a lanciare l’allarme è il dottor Federico Gobbi da Negrar. Si tratta dell’infettivologo e direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ircss Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, che stima una circolazione ben più estesa del virus rispetto ai casi clinicamente accertati.
Secondo Gobbi, i dati attuali fanno presumere che nel 2025 siano almeno 10 mila le persone infettate in Italia, anche se la stragrande maggioranza non manifesta sintomi. Solo in Veneto si contano già 14 infezioni confermate. Il medico veronese sottolinea l’imprevedibilità del virus anche se afferma che non è possibile fare previsioni affidabili sull’evoluzione dei contagi, “ma più aumentano le infezioni, più saranno frequenti le forme gravi e purtroppo anche i decessi”.
Strategie di contenimento e rischio trasfusionale.
Di fronte alla recrudescenza stagionale del virus, diverse province italiane – tra cui anche alcune aree del Veneto – hanno avviato interventi straordinari di bonifica ambientale, mirati a ridurre la popolazione di zanzare, principali vettori dell’infezione. Inoltre, in una trentina di province è stato deciso di sospendere temporaneamente le donazioni di sangue, oppure di sottoporre i donatori a specifici test di screening, al fine di prevenire potenziali contagi per via trasfusionale.
Il ruolo degli animali nella catena del contagio.
La gestione del rischio non si ferma agli esseri umani. Come riporta Tgcom 24, il dottor Maurizio Ferri, esperto di medicina veterinaria preventiva, evidenzia come il virus West Nile abbia origine nel mondo animale: “Gli uccelli selvatici, in particolare quelli migratori e alcune specie stanziali, fungono da serbatoio naturale. Le zanzare del genere Culex, pungendoli, possono contrarre il virus e trasmetterlo ad altri animali e agli esseri umani. Il cavallo, ad esempio, è altamente suscettibile e può sviluppare gravi patologie neurologiche, motivo per cui viene considerato un indicatore precoce della diffusione del virus”.
Ferri mette anche in guardia su una modalità meno conosciuta di propagazione: la trasmissione “transovarica”, che consente alle zanzare femmine infette di trasferire il virus direttamente alle uova. Questo significa che nuove generazioni di zanzare possono nascere già infette, contribuendo alla diffusione anche in assenza di uccelli portatori.
