Niente debiti per il Comune di Verona: più veloce d’Italia tra le grandi città per i pagamenti dei fornitori.
Verona pagamenti ok, la macchina comunale batte tutti i record di velocità: nel 2025, il Comune si è confermato il miglior pagatore tra tutti i capoluoghi del Veneto. Ma il dato ancora più rilevante, il comune scaligero è stato il più veloce tra le grandi città italiane con oltre 250 mila abitanti.
La fotografia emerge dalla recente deliberazione della Giunta Comunale del 10 febbraio 2026, che certifica un bilancio in salute: per Palazzo Barbieri non sussiste alcun obbligo di accantonamento al fondo di garanzia per i debiti commerciali, avendo rispettato con largo anticipo ogni parametro normativo.
Pagamenti record: 23 giorni in anticipo.
I numeri parlano chiaro: l’indice di tempestività dei pagamenti del Comune di Verona ha segnato un clamoroso -22,67. Tradotto in termini pratici, l’amministrazione paga i propri fornitori con una media di circa 23 giorni di anticipo rispetto alla scadenza naturale della fattura.
A livello tecnico, il Comune impiega mediamente solo 13 giorni dalla ricezione di una fattura per liquidare il dovuto. Su un volume totale di fatture commerciali ricevute nel 2025 pari a oltre 203 milioni di euro, il debito residuo al 31 dicembre era di appena 6.181 euro: una cifra simbolica che rasenta lo zero assoluto.

Un volano per l’economia locale.
Non si tratta solo di burocrazia efficiente, ma di ossigeno per le imprese. “Nel 2025 la nostra Amministrazione ha immesso liquidità nel sistema per un importo complessivo di 457 milioni di euro,” sottolinea l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, includendo nel conteggio fatture, contributi e stipendi. “Garantire liquidità ai fornitori significa agire come un vero volano per tutta l’economia del territorio”.
Il dato veronese spicca con forza nel confronto nazionale e regionale. Mentre città come Napoli e Roma registrano ritardi medi (rispettivamente +3,16 e +4,42), Verona stacca nettamente anche le “sorelle” venete come Padova (-17,56), Venezia (-16,71) e Vicenza (-4,89), confermando il trend positivo già tracciato nel 2024.
