Ponte dell’Epifania, a Verona pioggia e influenza rischiano di svuotare gli alberghi

Analisi di Federalberghi-Confcommercio Verona per il ponte dell’Epifania: occupazione al 50-60 per cento, clima e salute le variabili critiche.

Per il ponte dell’Epifania, a Verona pioggia e influenza rischiano di svuotare gli alberghi. Il presidente di Federalberghi-Confcommercio Verona, Giulio Cavara, rivela infatti che l’occupazione alberghiera oscilla tra il 50 e il 60 per cento, ma due variabili tengono in sospeso gli esiti: il clima avverso, che potrebbe ridurre le prenotazioni in caso di pioggia, e il picco influenzale, già causa di disdette e potenzialmente di ulteriori annullamenti.

Nonostante l’offerta allettante con prezzi delle strutture ricettive leggermente inferiori alla media festiva, Cavara prevede un weekend più calmo rispetto a dicembre. Il meteo incerto potrebbe scoraggiare gli arrivi ma favorire prenotazioni last minute, mentre l’incidenza diffusa di Covid e influenze ha già causato cancellazioni.

Gli italiani in viaggio.

A livello nazionale, Federalberghi-Confcommercio stima 6,8 milioni di italiani in viaggio al termine delle festività. Nonostante ciò, l’Italia rimane la meta preferita, con solo una minima percentuale di viaggi all’estero. Bernabò Bocca, presidente degli albergatori italiani, sottolinea il favore degli italiani nel prediligere il proprio Paese, confermando l’Epifania come festa ideale per il fine settimana.

Gli hotel rimangono la scelta primaria, con la tendenza di prenotare direttamente per garantire massima affidabilità. Questo approccio, afferma il presidente della Federalberghi nazionale, incrementa la fedeltà, fornendo agli ospiti una sicurezza immediata e gratificante.

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