Verona piange Valentino, il sarto che trasformò un vicolo del centro storico nel sogno delle ragazze degli anni ’80.
Addio a Valentino, il re della moda che fece sognare le ragazze veronesi degli anni ’80 con quelle vetrine vicino alla Bra. È morto il maestro dell’eleganza assoluta, ma non il ricordo di quella grande vetrina che troneggiava in un vicoletto in pieno centro storico.
Si è spento l’Imperatore, ma il suo impero non era fatto solo di passerelle parigine o red carpet hollywoodiani. Per noi, a Verona, l’impero di Valentino Garavani aveva i confini precisi di un vicolo, a pochi passi dal liston e dall’Arena.
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Negli anni ’80, mentre la città correva veloce e la moda diventava il nuovo linguaggio del mondo, c’era un rito che univa le ragazze di allora. Non serviva un biglietto per una sfilata, bastava una passeggiata in città. Lì, dietro le grandi vetrine di un negozio che sembrava un tempio, andava in scena l’incanto.
Quelle due grandi finestre sul Paradiso.
Le ragazze degli anni ’80 lo ricordano bene: non era shopping (gli abiti avevano un costo esorbitante), era un pellegrinaggio. Ci si fermava davanti a quelle ampie vetrate che mettevano in mostra, con una solennità quasi regale, almeno sei abiti. Erano creature di tessuto, non semplici vestiti. Erano nuvole di seta, architetture di pizzo e, naturalmente, quell’esplosione di Rosso Valentino che sembrava accendere anche le giornate più nebbiose della nostra città.
Si restava lì, con il naso quasi incollato al vetro, a guardare quelle forme sontuose e meravigliose. Davanti a quegli abiti, ogni ragazza veronese ha costruito il proprio castello in aria: c’era chi immaginava il proprio matrimonio da favola, chi sognava un onirico ballo delle debuttanti, e chi semplicemente si sentiva più bella solo per aver riflesso la propria immagine accanto a tanta perfezione.
L’ Instagram degli anni ’80.
Oggi che Valentino ci lascia, Verona perde un pezzo della sua “geografia del cuore”. Quel negozio in centro non vendeva solo abiti pregiati, ma distribuiva ambizione e poesia. In un’epoca senza social network, quelle vetrine erano il nostro Instagram, la nostra finestra su un mondo dove l’eleganza era l’unica legge ammessa.
Valentino ha vestito le regine e le dive, ma il suo vero capolavoro è stato far sentire dive tutte quelle giovani donne che, in un pomeriggio qualunque degli anni ’80, tra una lezione e un appuntamento al Bauli, si fermavano in quel vicolo per sognare. L’Imperatore se ne va, ma quel “Rosso” resterà per sempre impresso nei ricordi di chi, almeno una volta, ha sognato un abito meraviglioso di Valentino.
