Sono arrivati a Verona i primi due mezzi della filovia, presto ne arriveranno altri quattro: al via le prove tecniche e i collaudi.
La prima filovia, o meglio i primi mezzi della filovia, sono arrivati a Verona, dopo oltre vent’anni di attese, dibattiti e cantieri. Un momento simbolico per la città, che vede concretizzarsi uno dei progetti infrastrutturali più discussi degli ultimi decenni e che apre ora la fase finale prima dell’entrata in esercizio del sistema di trasporto rapido di massa.
Il primo mezzo filoviario è stato consegnato nelle scorse ore, mentre un secondo veicolo è arrivato contestualmente alla presentazione ufficiale. Entro il mese di giugno ne arriveranno altri quattro, portando a sei il numero dei mezzi della filovia di Verona che saranno impiegati nelle prove tecniche e nei collaudi dell’intera infrastruttura.
Ferrari: “Verona arriva comunque in ritardo”.
Ma Verona arriva comunque tardi sul fronte delle infrastrutture per la mobilità. “Non lo dico io, basta vedere le realtà vicine – ha osservato l’assessore alla Mobilità e alle opere complesse, Tommaso Ferrari –. Padova ha una linea di tram e ne sta realizzando altre due. Da noi oggi arrivano i primi mezzi della filovia. Questo è un ritardo strutturale rispetto alla nostra città ed è un ritardo che dobbiamo colmare”. Secondo Ferrari, Verona ha pagato negli anni una sostanziale difficoltà nel realizzare opere complesse, spesso rallentate da iter lunghi, modifiche progettuali, criticità operative e inevitabili polemiche.
“Le infrastrutture di trasporto pubblico, quelle stradali e quelle ciclabili servono alla città. Le stanno realizzando tutte le realtà delle nostre dimensioni – ha sottolineato l’assessore -. La politica non si deve fermare davanti alle difficoltà o alla ricerca di un consenso immediato. Deve rispondere a una domanda semplice: serve più trasporto pubblico a Verona? Se la risposta è sì, allora le opere vanno fatte”.
Non solo filovia.
L’assessore ha inoltre delineato la visione futura della mobilità cittadina, che non si limita alla sola filovia. Tra gli obiettivi figurano il prolungamento della linea verso il Quadrante Europa, già candidato a finanziamento ministeriale, il potenziamento della rete ciclabile e la progettazione della Gronda. “Il destino di Verona è quello di avere infrastrutture di scorrimento attorno alla città e sempre più alternative di mobilità al suo interno – ha spiegato Ferrari -. Le città che oggi consideriamo più avanzate hanno già compiuto questo percorso. Noi dobbiamo recuperare il gap accumulato”.
Una trasformazione che comporta inevitabilmente cambiamenti nelle abitudini dei cittadini e modifiche alla viabilità. “Ci sono cambi di abitudini, cambi viabilistici e anche critiche. È fisiologico. Sta a noi mitigare il più possibile i disagi, ma non fermarci. Perché il rischio, altrimenti, è quello che abbiamo visto con la filovia: ritrovarsi ad aspettare vent’anni per vedere arrivare i primi mezzi”.
Dal piano strategico si passa ora alla fase operativa. Il presidente di Amt3, Giuseppe Mazza, ha infatti evidenziato come l’arrivo delle filovie rappresentino una tappa importante, ma non ancora conclusiva. “Questo non è un punto di arrivo, ma un altro punto di partenza, un’altra tappa dell’importante percorso che stiamo realizzando a Verona per avere un nuovo trasporto rapido di massa”.
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Scuola guida di filovia per sei autisti Atv.
Mazza ha ricordato le opere già completate lungo il percorso della filovia, su tutte il sottopasso di Città di Nimes e gli interventi in via XX Settembre, spiegando come da ora si apra la fase dei test necessari per mettere in esercizio il sistema. Sei autisti di Atv stanno completando in questi giorni il percorso formativo richiesto per ottenere l’abilitazione alla guida delle filovie. Il 18 giugno sosterranno l’esame finale e, una volta conseguita la patente specifica, potranno iniziare le prove ufficiali.
“Da qui cominceremo a fare tutte le verifiche necessarie per poter mettere in esercizio la filovia”, ha spiegato il presidente di Amt3. I collaudi riguarderanno sia i mezzi sia l’intera infrastruttura, comprese le linee di alimentazione elettrica e i sistemi tecnologici lungo il tracciato. Le prove dovrebbero proseguire per tutta l’estate e, salvo imprevisti, consentire l’avvio del servizio entro l’autunno. “Entro fine anno, senza dubbio, ma proveremo ad anticipare ulteriormente i tempi”, ha affermato Mazza.
A chiudere la giornata il direttore generale di Amt3, Mario Pollicelli. “C’è tanta emozione. È un gran giorno, anche se arriva in ritardo, nel senso che Verona lo aspettava da tanto, troppo tempo”, ha dichiarato. Per Pollicelli l’arrivo dei mezzi rappresenta il risultato concreto di un lavoro lungo e complesso che ha coinvolto tecnici, amministratori e personale della società. “È un’emozione indescrivibile perché questo risultato rappresenta la dimostrazione concreta di ciò che si può realizzare con tanto impegno e tanto lavoro”. Il direttore generale ha voluto ringraziare tutte le professionalità coinvolte nel progetto. “Ringrazio tutta la struttura di Amt3, il responsabile unico del procedimento, ingegner Menna, il presidente e il consiglio di amministrazione. Senza il lavoro di tutti questo risultato non sarebbe mai stato possibile”.
