Lavoro, Confcommercio Verona contro i contratti pirata: “Stipendi bassi e dumping contrattuale frenano le assunzioni”.
Il lavoro nel settore del turismo è una calamita per i giovani, ma il pensiero di Confcommercio Verona è che le “trappole dei contratti pirata” rischiano di allontanare i talenti dal settore. È quanto emerge con forza dalla ricerca “Giovani, lavoro e professioni turistiche”, realizzata dall’Osservatorio per il Turismo sul lago di Garda, che ha coinvolto oltre 400 studenti del territorio.
Se da un lato il 77% dei ragazzi vede nel comparto buone opportunità occupazionali, dall’altro emergono timori concreti legati a salari iniziali inadeguati, stress elevato e scarse prospettive di carriera. In questo scenario, Confcommercio Verona lancia un grido d’allarme contro il cosiddetto dumping contrattuale, un fenomeno che sta minando la qualità dell’occupazione anche nel territorio scaligero.
La minaccia dei “contratti pirata”.
Il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, punta il dito contro la proliferazione di contratti collettivi alternativi a quello leader di Fipe-Confcommercio. Si parla di ben 41 contratti non rappresentativi nel settore, spesso definiti dalla giurisprudenza come “pirata”.
“Questi accordi prevedono condizioni peggiorative per i lavoratori – spiega Dal Dosso – alterando la concorrenza e danneggiando le aziende che rispettano le regole”.
Secondo i dati Cnel, questo divario non è solo normativo ma pesantemente economico: i contratti “minori” generano una perdita retributiva annua lorda che oscilla tra i 3.000 e gli 8.000 euro, con gravi ripercussioni anche sui contributi previdenziali e sul welfare.
Qualità e tutele per attrarre i giovani.
Il presidente di Fipe Confcommercio Verona, Paolo Artelio, sottolinea come la scelta professionale dei giovani oggi dipenda sempre più dall’equilibrio tra vita e lavoro: «I ragazzi cercano tutele e retribuzioni adeguate. Per questo il CCNL dei pubblici esercizi, rinnovato nel 2024 e applicato dal 92% delle imprese serie, resta il nostro baluardo».
A differenza dei contratti pirata, il contratto nazionale del turismo garantisce benefici strutturali come la quattordicesima mensilità e percorsi di formazione certificati.
Un rischio per l’economia locale.
Il dumping contrattuale non è solo un problema interno alle aziende, ma una minaccia per l’intero sistema territoriale. La minore remunerazione incide direttamente sul potere d’acquisto dei lavoratori e, di conseguenza, sulla tenuta economica locale.
«Contrastare i contratti pirata – concludono Artelio e Dal Dosso – è l’unico modo per investire seriamente sulla competitività delle nostre imprese e rendere il turismo un settore capace di attrarre e, soprattutto, trattenere i giovani nel nostro territorio».
