Caos affitti brevi, a Verona sono il 12% le strutture “fuorilegge”: multe salatissime per chi sgarra

Affitti brevi a Verona e in Veneto, oltre 7.400 strutture ancora fuorilegge: al via controlli e multe salate.

A Verona, e in Veneto, sono ancora tante le strutture “fuorilegge” che non rispettano le nuove normative sugli affitti brevi: e che ora rischiano controlli e multe salatissime. Nonostante il decreto che impone alle strutture turistiche di avere un Codice Identificativo Nazionale (CIN), dispositivi di sicurezza adeguati e la presentazione al Comune di una Segnalazione Certificato di Inizio Attività (SCIA), oltre 7.400 strutture in Veneto non sono ancora a norma. Questo riguarda soprattutto le città di Vicenza e Rovigo, che hanno il numero più alto di irregolarità.

Secondo i dati del Ministero del Turismo, in Veneto ci sono attualmente 57.569 strutture registrate, ma ben 7.484 (circa il 13%) non hanno richiesto il CIN. A Verona, dove sono stati rilasciati 11.751 CIN, circa il 12% delle strutture non risulta ancora regolare. Anche altre città come Vicenza, Treviso e Belluno hanno una percentuale significativa di strutture fuori legge. A Rovigo, ad esempio, il 19% degli affitti brevi non rispetta la normativa.

Oltre alle strutture che non hanno richiesto il CIN, ci sono anche quelle che non sono registrate affatto, per le quali non esistono dati certi, solo stime. Per questo motivo sono partiti controlli in tutta Italia, da grandi città a piccoli borghi, per verificare che le strutture rispettino le regole.

Le sanzioni per chi non rispetta la normativa possono essere molto salate. Se un immobile è privo del CIN, la multa può arrivare fino a 8 mila euro. Inoltre, la mancata esposizione del CIN all’interno della struttura comporta una multa che va da 500 a 5 mila euro. Anche l’assenza di estintori e rilevatori obbligatori può costare fino a 6 mila euro.