L’allenatore dell’Hellas Verona Marco Baroni fa il punto della situazione alla vigilia della partenza per il ritiro di Folgaria.
La nuova avventura di mister Marco Baroni sulla panchina dell’Hellas Verona comincia da oggi, 11 luglio: da domani i gialloblù saranno in Folgaria, per il tradizionale ritiro estivo pre campionato. Un campionato che per il Verona sarà di serie B. È il momento giusto per fare con mister Baroni il punto della situazione.
“Sono orgoglioso e carico di essere qui. Ho scelto di tornare a Verona per questa città, per la sua gente e per il direttore che è qui al mio fianco. Verona non ha una categoria: la sua vera categoria è rappresentata dai valori della città e delle persone che la vivono. Per me questo è ciò che conta davvero. Sono convinto, insieme al mio staff, di poter dare tutto quello che abbiamo per fare bene. L’unica certezza che possediamo è il lavoro. Avrò al mio fianco uno staff di grande valore e qualità. Colgo l’occasione per presentarvelo: Daniele Buzzegoli sarà il mio vice, Di Martino come collaboratore, i preparatori atletici Petruolo e Di Dio, i preparatori dei portieri Cataldi e Castiglioni, i match analyst Nabiuzzi e Valanzano e, infine, Panzarasa, che seguirà il recupero degli infortunati. Questa è la mia squadra di lavoro”.
Da dove si riparte?
“Dalle grandi motivazioni e dalla voglia che ho di ricominciare. Sono convinto che dovremo svolgere un lavoro di grande qualità, ma anche di grande intensità e determinazione. Dobbiamo voltare pagina rapidamente. Negli ultimi anni ci sono stati anche esempi negativi: diverse squadre retrocesse dalla Serie A sono addirittura finite in Serie C. Ma questo non deve riguardarci. Tutti insieme dovremo fare un grande lavoro e ripartire con forza, determinazione e un progetto chiaro. Ci saranno anche cambiamenti dal punto di vista tattico: una delle nostre certezze sarà la difesa a quattro. Da lì dovremo riportare in campo tutti i valori che ho conosciuto in questa città: voglia, determinazione, dedizione, senso di appartenenza, ferocia e qualità”.
Ha lasciato Verona tre anni fa. Nel calcio tre anni sono tantissimi e il Club è cambiato molto. Quella squadra riuscì a salvarsi in condizioni difficilissime e si parlava di una squadra in missione. È quello lo spirito che vuole ritrovare anche oggi, in un contesto diverso e con un obiettivo differente?
“Assolutamente sì. Come dicevo prima, ripartiamo in un campionato difficile e molto competitivo. Per arrivare in fondo non bastano soltanto gli aspetti tecnici o tattici: sarà fondamentale l’aspetto dei valori. Io guardo sempre avanti, non a ciò che è stato. In questo momento vedo davanti a me un grande lavoro da fare insieme alla squadra. Non abbiamo tempo da perdere e dovremo bruciare le tappe attraverso il lavoro e affrontare rapidamente i cambiamenti che faremo”.
Ha avuto modo di confrontarsi con la proprietà?
“Ho avuto un colloquio con il presidente Italo Zanzi. Però, devo essere sincero, il mio compito è guardare soprattutto il campo. Il direttore ha detto di essere contento che abbia accettato la proposta, ma credetemi: non è stata una scelta difficile. È stata una scelta dettata dai valori in cui credo. I valori di questa città, la voglia e la determinazione di tornare qui, insieme alla fiducia che la società mi ha dimostrato anche dal punto di vista contrattuale, rappresentano per me un impegno e una responsabilità. Ho scelto di legarmi ancora una volta a questi colori”.
In una recente intervista la proprietà ha parlato della volontà di riportare il Verona in Serie A. I tifosi hanno bisogno di certezze: si sente di dire che è qui per conquistare subito la promozione?
“Non mi piacciono i proclami fatti a parole e non mi piacciono gli slogan. Mi piace il lavoro e mi piacciono i fatti. Sicuramente siamo qui per essere protagonisti e per fare qualcosa di importante. Questo posso assicurarlo”.
