Verona a un anno dal voto per palazzo Barbieri: poche certezze, tanta confusione

Verona tra un anno al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale.

Manca un anno al rinnovo dell’amministrazione comunale di Verona. Un anno nel corso del quale potrebbe succedere di tutto. Ma se proviamo a fare i conti oggi, la situazione ai blocchi di partenza delle varie forze politiche appare decisamente ingarbugliata. Con tanti candidati sicuri di partecipare alla corsa, ma non si sa bene con quali forze ad appoggiarli, e qualche coalizione che certamente avrà le sue liste ma non si bene ancora con quale candidato sindaco.

Partiamo dal centrodestra, per esempio. L’attuale primo cittadino, Federico Sboarina, salvo sorprese sarà certamente della partita. Ma sostenuto da chi? Probabilmente dalle “sue” civiche, Battiti e Verona Domani. Da Fratelli d’Italia, partito nel quale sembra sempre sul punto di approdare. E la Lega? Il recente endorsement di Matteo Salvini, a Verona per il concerto del Volo, potrebbe aver messo fretta a Sboarina, che oltre a riconquistare le simpatie leghiste deve anche vedere che direzione prende Forza Italia, al momento divisa in mille rivoli. Mettere insieme tutte queste anime del centrodestra non sarà semplice.

Anche perché nel centrodestra pesca anche l’ex Flavio Tosi, rivale numero uno di Sboarina, che stavolta sarà della partita in prima persona. Basterà? Poi, più o meno da quelle parti, ci sono anche Stefano Valdegamberi con Vale Verona, Michele Croce con Prima Verona, Fabio Venturi con Generazione Verona, più chissà chi altro. Insomma, un bel guazzabuglio.

Nel centrosinistra, invece, la missione più difficile sembra quella della ricerca di un candidato in grado di tenere uniti tutti con l’obiettivo di arrivare al ballottaggio e giocarsela. Il Partito democratico vorrebbe avere l’ultima parola, Michele Bertucco ha già lanciato nei giorni scorsi il suo “progetto alternativo alle destre, da scrivere insieme alla cittadinanza, a varie realtà associative e culturali, ai comitati territoriali e di quartiere che vorranno portare il loro contributo alle prossime elezioni amministrative previste per la primavera del 2022 a Verona”. Traguardi, Tommaso Ferrari in testa, ha progetti ambiziosi, e non lo nasconde. Il nome che va per la maggiore nel centrosinistra, come candidato sindaco, è quello dell’ex azzurro Damiano Tommasi. Che però non ha ancora sciolto la riserva.

Insomma, manca un anno al voto, e in questo anno potrebbe davvero succedere di tutto. Ma se si votasse ora, per il rinnovo dell’amministrazione di Verona, una cosa è certa: sarebbe un bel guazzabuglio.   

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