Negrar, la lotta al cancro è hi-tech: arrivano i robot “gentili”

Il futuro della lotta al cancro è a Negrar: chirurgia robotica “gentile” e diagnosi precoci record.

Giornata Mondiale contro il cancro: l’Ospedale di Negrar fa il punto e si focalizza sulla lotta high tech robotica. In un mondo in cui la patologia tumorale rappresenta ancora una delle sfide sanitarie più complesse, l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar risponde con un mix di altissima tecnologia e profonda umanizzazione delle cure. In occasione del 4 febbraio, il Cancer Center ha presentato alla Camera di Commercio di Verona i risultati di un 2025 da record, lanciando le nuove sfide per l’anno appena iniziato.

Numeri in crescita.

I dati: nel 2025 sono state oltre 18.000 le persone che hanno scelto Negrar per il proprio percorso di diagnosi e cura, segnando un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Un successo che poggia su una solida base operativa: 2.600 interventi chirurgici oncologici eseguiti quasi interamente con tecniche mini-invasive, 11.500 prestazioni di radiologia senologica e oltre 1.000 esami di biologia molecolare per mappare geneticamente i tumori e offrire terapie “a bersaglio” sempre più efficaci.

Rivoluzione robot: chirurgia “gentile” e diagnosi “intelligenti”.

Il 2025 si è chiuso con un potenziamento tecnologico senza precedenti. Il parco macchine si è arricchito dei robot Da Vinci 5 e Da Vinci Single Port, quest’ultimo capace di operare attraverso un’unica, millimetrica incisione. La novità più sorprendente è il Da Vinci 5, dotato di tecnologia Force Feedback: il chirurgo può letteralmente “sentire” la resistenza dei tessuti, calibrando la forza per un’asportazione del tumore estremamente precisa e, al contempo, “gentile”, riducendo traumi e complicanze post-operatorie.

Sul fronte diagnostico, la vera stella è il broncoscopio robotico ION. Questo strumento agisce come un vero “navigatore satellitare” all’interno dei polmoni, raggiungendo noduli piccolissimi o situati in posizioni periferiche prima inaccessibili. “Oggi possiamo diagnosticare quel 30% di noduli che prima richiedevano solo monitoraggio radiologico, perdendo tempo prezioso”, spiega il dottor Diego Gavezzoli, direttore dell’Unità Toraco Polmonare, ricordando che una diagnosi precoce porta la probabilità di guarigione al 90%.

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Servizio Oasi: la cura che entra in casa.

L’innovazione a Negrar non è solo meccanica, ma anche organizzativa. Il nuovo servizio OASI (Oncology Assistance Support Information) è un porto sicuro per i pazienti che seguono terapie orali a domicilio. Presso la Farmacia Ospedaliera, farmacisti clinici dedicati offrono colloqui periodici e diari terapeutici per supportare il paziente nell’assunzione corretta dei farmaci, riducendo errori ed effetti collaterali. Un supporto che ha già registrato oltre 2.000 accessi per 400 pazienti diversi.

Nuovi volti al vertice del Cancer Center.

Il 2026 segna anche un importante cambio della guardia scientifica. Il dottor Teodoro Sava, esperto trevigiano con una lunga carriera tra Padova e Legnago, assume la direzione dell’Oncologia Medica. Al suo fianco, una delle più giovani primarie donna d’Italia, la veronese Alessandra Invento, prende la guida della Chirurgia Senologica. Con oltre 600 interventi alle spalle e una specializzazione nella robotica per le mastectomie, la dottoressa Invento rappresenta il volto nuovo di una medicina che guarda al futuro con competenza e innovazione.

La mortalità per cancro è scesa del 9% in dieci anni grazie alla ricerca”, ricorda la dottoressa Stefania Gori, ora a supporto della ricerca oncologica dell’istituto.