Terziario in ginocchio, a Verona 2mila imprese a rischio chiusura entro l’anno

Verona, i numeri del terziario dopo un anno di pandemia.

Un anno di pandemia ha lasciato un solco profondo nel terziario di Verona e provincia. I numeri messi sul tavolo da Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Verona, lo dicono chiaro e tondo, e fotografano la crisi del terziario in modo impietoso: oltre 6 milioni di euro di perdita di fatturato registrato dalle imprese del terziario nel solo comune di Verona, oltre ad una variazione dei consumi nel 2020 (rispetto all’anno precedente), che per alberghi e pubblici esercizi raggiunge il picco negativo del -70 per cento.

I dati prendono in esame il 2020 e il primo trimestre del 2021. E le previsioni per i prossimi mesi non sono affatto migliori: secondo le stime sarebbero infatti almeno 2.220 le imprese pronte a chiudere non appena verranno meno i ristori statali, ma per le quali non vi è possibilità di ripresa. Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel comune di Verona sono 18.900.

“Un’analisi congiunturale dell’andamento economico del mondo de terziario di Verona e provincia che evidenzia la sofferenza del settore e le difficoltà che si prospettano nei mesi a venire – ha spiegato Dal Dosso-. Si tratta di un comparto che solo nel Comune interessa circa 19 mila imprese, e per più di 2 mila di queste si prospetta la chiusura non appena verranno meno i ristori statali”.

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