Verona seconda provincia del Veneto per auto immatricolate: +6,4% nel primo quadrimestre.
Il mercato dell’auto a Verona e provincia nel 2026 inizia con il segno “più”, ma il Veneto corre più veloce: l’analisi. Secondo le ultime elaborazioni di Confcommercio su dati Unrae, il settore automotive scalda i motori, ma deve fare i conti con una ripresa che fatica a eguagliare i ritmi record del Veneto.
I numeri di Aprile: crescita costante ma contenuta.
Nel mese di aprile 2026, le immatricolazioni di autovetture e fuoristrada nel territorio scaligero hanno raggiunto quota 1.766 unità. Si tratta di un incremento del 2,32% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando le auto targate furono 1.726.
Ma il confronto con il dato regionale evidenzia un divario netto: mentre Verona cresce di poco più di due punti percentuali, il Veneto nel suo complesso mette a segno un balzo del 19,11%.
Il bilancio del primo quadrimestre 2026.
Analizzando i primi quattro mesi dell’anno, il trend positivo si conferma più solido. Da gennaio ad aprile 2026, Verona ha immatricolato 7.947 veicoli, segnando un +6,39% rispetto alle 7.470 unità del 2025.
Nonostante la performance locale sia inferiore alla media regionale (che viaggia a un ritmo del +11,65%), Verona si conferma un pilastro fondamentale dell’economia veneta dell’auto. Con una quota del 19,7% sul totale delle immatricolazioni regionali, la provincia scaligera si piazza stabilmente al secondo posto, subito dietro Padova.
Le sfide: tra incertezza economica e transizione green.
A commentare lo scenario è Massimo Montresor, presidente di Federauto Confcommercio Verona, che sottolinea come il ritmo inferiore rispetto alla regione dipenda da un mix di fattori strutturali e congiunturali.
“I dati confermano una ripresa, ma con un ritmo inferiore rispetto al resto del Veneto” – spiega Montresor. “Pesano l’incertezza economica, il costo elevato dei veicoli e la naturale prudenza delle famiglie. Inoltre, la transizione tecnologica richiede tempo per essere digerita dal mercato”.
Il futuro del comparto: “Servono incentivi stabili”.
Secondo Federauto, per non frenare questo timido segnale di ripresa, è cruciale che le “istituzioni garantiscano politiche chiare e stabili. Il sostegno alla mobilità sostenibile e la chiarezza sugli incentivi rimangono i nodi centrali per accompagnare consumatori e imprese verso un cambiamento che non è solo commerciale, ma strutturale”.
