Zaia bacchetta Verona: “Inaccettabile rimandare a casa gli anziani”

Bollettino della regione Veneto sulla situazione Covid, allarme vaccini.

Il virus c’è ancora, quello che scarseggia invece sono i vaccini. E’ questo il messaggio lanciato dal governatore del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa covid a Marghera. Che è tornato anche sul caos dei giorni scorsi nei punti vaccinali di Verona, quando l’Ulss 9 è stata costretta a rimandare le seconde dosi per carenza di vaccini Pfizer: “Mancavano 1100 dosi, è inaccettabile non averle trovate. Quelle 1100 dosi andavano trovate”, ha detto Zaia.
“Da oggi siamo in zona arancione, ma il virus c’è ancora, direi di mantenere un’attenzione estrema. Adesso l’età media del contagiato è 54 anni, si è abbassata l’età media perché sono stati vaccinati gli over 80, la fascia target è cambiata”.

Quanto ai vaccini, “siamo riusciti a recuperare 6mila dosi – ha aggiunto Zaia-. Al momento abbiamo 39.547 dosi di Moderna e 99.429 dosi di Astrazeneca. Stamattina avevamo 132.371 dosi, in settimana ne arriveranno altre, in questo momento Pfizer non lo abbiamo. Se riusciamo ad avere 150mila dosi a settimana fino a fine aprile, è verosimile che si chiuda velocemente con la vaccinazione degli over 80, fragili e disabili che sono circa 400mila persone da vaccinare. Con la nostra capacità di vaccinazione ce la facciamo se arrivano i vaccini”.

I numeri: sono 507 i positivi al coronavirus in Veneto nelle ultime 24 ore su 9.888 tamponi eseguiti pari a un’incidenza del 5,13 per cento. Sono 389.942 i casi totali da inizio pandemia, gli attuali positivi sono 36.986, 2.287 i ricoverati (+50) 1.972 in area non critica, 315 in terapia intensiva (+13), totale dei pazienti in terapia intensiva 579. I decessi totali sono 10.770 (+15), dimessi 18.500″. E’ questo il bollettino covid del Veneto di oggi.

Per le scuole dell’obbligo si apre da domani con elementari, medie e le superiori aperte al 50% in presenza e il resto in Dad. Zaia ha poi contestato il modello di valutazione attraverso i 21 parametri: “E’ diventato anacronistico e deve essere ripensato e aggiornato – ha detto -. Adesso abbiamo un diverso sistema di cure, al tempo in cui fu elaborato non esisteva il vaccino. So che stanno lavorando alla revisione ma spero che lo facciano velocemente, bisogna rivedere il modello. Perché il modello di fronte a questa campagna vaccinale deve essere rivisto dal punto di vista scientifico”.

Per finire, un po’ di ottmismo: “L’estate me la immagino libera, col caldo il virus perde forza”.

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