Runner morta nel sonno, la Procura di Verona indaga per omicidio colposo

Svolta nel caso di Anna Zilio e Alberto Zordan, i due runner morti nel sonno: la Procura indaga per omicidio colposo in concorso.

Svolta nelle indagini sulla morte di Anna Zilio, la runner di Marano Vicentino, che correva per la Team Km Sport di San Martino Buon Albergo, trovata senza vita lo scorso 13 ottobre nella sua abitazione a 39 anni. La Procura di Verona, come riporta il quotidiano L’Arena, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in concorso contro ignoti, dopo una prima inchiesta relativa a presunti falsi nei certificati medici.

La prossima settimana la pm che segue le indagini conferirà l’incarico per effettuare accertamenti tecnico-tossicologici sui campioni di sangue prelevati durante l’autopsia. In un primo momento si era ipotizzato che la morte della sportiva fosse dovuta a cause naturali. Ma la buona condizione fisica della donna ha portato gli inquirenti a disporre esami più approfonditi. Da capire se la runner avesse assunto o meno farmaci, ed eventualmente quali.

La successiva morte, a distanza di sole due settimane da quella di Anna Zilio, di Alberto Zordan, 48 anni, anche lui deceduto nel sonno nella sua casa di Sovizzo, nel Vicentino, e anche lui tesserato con la stessa società sportiva, aveva fatto scattare le indagini.

E proprio le prime indagini avevano svelato anomalie nei certificati medici di Anna Zilio caricati sulla piattaforma della Fidal: le date risultavano alterate. Al controllo, il medico indicato nei documenti ha riconosciuto soltanto un certificato del 2021, negando di aver emesso gli altri. Proprio in quell’anno, Zilio aveva interrotto l’attività sportiva a causa di problemi di salute. Da qui la decisione della Procura di Verona di aprire un primo fascicolo per falso nei certificati medici. Ora, la nuova svolta, con l’ipotesi di reato, ben più grave, di omicidio colposo in concorso.

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