Stop alle barriere architettoniche, Verona approva il secondo stralcio del piano

Il consiglio comunale di Verona ha approvato il secondo stralcio del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Il consiglio comunale di Verona ha approvato con 22 voti favorevoli e 8 astensioni il secondo stralcio del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), che interessa i principali percorsi tra la stazione di Porta Nuova, i parcheggi del centro e piazza Bra, oltre ad alcuni dei luoghi simbolo della città come Arena, Gran Guardia, Palazzo Barbieri e il cortile di Castelvecchio.

Il piano individua e censisce le criticità presenti negli spazi pubblici e negli edifici comunali, definendo gli interventi necessari per migliorare l’accessibilità. Sono state rilevate 982 barriere architettoniche nell’ambito urbano, con un fabbisogno economico stimato in oltre 6,3 milioni di euro: circa 3,5 milioni per i percorsi cittadini e 2,8 milioni per gli edifici pubblici.

La vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli ha ricordato che il percorso è iniziato nel 2022 e si è sviluppato in stretta connessione con i progetti legati alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. Tra gli interventi già realizzati figurano le nuove passerelle di accesso all’Arena e la riqualificazione del percorso ciclopedonale dalla stazione di Porta Nuova all’anfiteatro, mentre sono in fase avanzata ulteriori opere per rendere il monumento sempre più accessibile.

Il piano prevede inoltre l’integrazione di tutti i dati nel Sistema Informativo Geografico Integrato (SIGI) del Comune, così da consentire il monitoraggio degli interventi e la programmazione delle future opere di abbattimento delle barriere.

Il dibattito in aula.

Nel dibattito in aula sono emerse posizioni favorevoli sull’obiettivo del provvedimento, accompagnate però da alcune critiche. Dai banchi dell’opposizione è stato contestato il fatto che alcuni interventi legati alle opere olimpiche siano stati avviati prima dell’approvazione del PEBA, oltre alla mancanza di un aggiornamento costante del SIGI e di risorse economiche strutturali dedicate all’attuazione del piano. È stata inoltre sottolineata la necessità di estendere gli interventi di accessibilità anche ad altre aree della città e di rafforzare il coordinamento tra i diversi settori comunali coinvolti nei lavori pubblici.