“Dopodiché stasera mi butto”: lo spettacolo che ride in faccia alla crisi

Un gioco dell’oca dove vince chi si butta: alla Fucina Machiavelli, torna lo spettacolo cult di Generazione Disagio.

Il ritorno dello spettacolo “cult” a Verona: al teatro Fucina Machiavelli si gioca al massacro con Generazione Disagio. Uno spettacolo che, più di ogni altro, ha segnato il primo decennio di attività della Fucina Culturale Machiavelli, diventando un vero e proprio caso editoriale da palcoscenico. Si tratta di “Dopodiché stasera mi butto”, la produzione del collettivo Generazione Disagio che torna in scena a Verona stasera venerdì 23 gennaio alle ore 21.

Un folle gioco dell’oca verso il “traguardo”.

Lo spettacolo si presenta come un cinico e surreale gioco dell’oca. Tre pedine umane — rappresentate da un dottorando, un precario e uno stagista — si sfidano in una gara all’ultimo imprevisto dove l’obiettivo è accumulare quanta più “sfiga” e disagio possibile. Il traguardo? Un politicamente scorrettissimo suicidio.

Nato nel 2014, in un’Italia che ancora barcollava sotto i colpi della crisi economica, lo spettacolo ha saputo intercettare le ansie di una generazione. Oggi, a dodici anni di distanza, quei temi — la solitudine, la paura del futuro e la precarietà lavorativa — non solo restano attuali, ma creano un ponte diretto tra i Millennial e la Generazione Z.

Un’auto-analisi collettiva tra risate e cinismo.

Tra citazioni colte e provocazioni trash, il collettivo mette in scena un “gioco al massacro” che non risparmia nessuno, nemmeno il pubblico, chiamato a trasformarsi da spettatore in carnefice. Attraverso un ritmo comico serrato e momenti di pura improvvisazione, vengono demoliti i miti moderni come la “resilienza” o la “decrescita felice”.

“Dopodiché stasera mi butto” non è solo intrattenimento: è un pezzo di teatro che costringe a fare i conti con la vita che vorremmo e il mondo che abbiamo costruito.