“Il sistema non regge più”: il grido d’aiuto per la sanità veronese

Carenza di infermieri e medici, sanità veronese sull’orlo del baratro: crollo iscrizioni a infermieristica.

La sanità veronese e nazionale si trova di fronte a un bivio: carenza di infermieri e medici: l’allarme della Fondazione Gimbe. Il grido rivolto alla riforma delle professioni sanitarie trova eco immediata nelle parole di Giovanni Zanini, Segretario Generale della Cisl Fp Verona, che descrive una situazione ormai prossima al punto di non ritorno.

I numeri della crisi.

Il quadro dipinto dai dati nazionali è drammatico: negli ultimi dodici anni sono stati sottratti 33 miliardi di euro destinati al personale, provocando la fuga di oltre 92 mila medici dal Servizio Sanitario Nazionale. A questo si aggiunge un crollo preoccupante delle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica, che mette a rischio il ricambio generazionale in corsia.

L’emergenza nel Veronese.

Quello che un tempo era un problema teorico è diventato realtà quotidiana negli ospedali del nostro territorio. Secondo la Cisl Fp, le difficoltà sono evidenti nell’Ulss 9 Scaligera, nell’Aoui Verona e nelle principali strutture private come Negrar e Peschiera.

La difficoltà nel reperire professionisti, soprattutto infermieri e operatori dell’emergenza-urgenza, sta diventando strutturale”, denuncia Zanini. “I reparti faticano a coprire i turni e le graduatorie si svuotano rapidamente”.

Non basta la riforma: “Servono risorse”.

Sebbene la riforma proposta contenga principi condivisibili, il sindacato avverte che, “senza un impegno economico concreto, resterà un esercizio di stile”. La richiesta è chiara: “Servono investimenti vincolati al personale, percorsi di crescita certi, incentivi per le aree critiche e maggiori tutele per chi lavora in prima linea”.

“Investire nelle persone non è un costo,” conclude Zanini, “è l’unico modo per assicurare ai cittadini un servizio sanitario pubblico forte, equo e capace di guardare al futuro. Per la sanità veronese, questa è ufficialmente l’ultima chiamata“.