“Promesse elettorali tradite”: il Pd attacca sui tagli alla Verona-Rovigo

“Meno auto, ma mancano i treni”: la denuncia del Pd sui tagli dei fondi alle linee Verona-Legnago-Rovigo.

Treni, è scontro, la denuncia del Pd sui tagli alle linee Verona-Legnago-Rovigo: “Fondi per l’elettrificazione di Isola-Cerea, dirottati sulla Tav”. I consiglieri regionali del Partito Democratico, Gianpaolo Trevisi e Anna Maria Bigon, accendono i riflettori sul brusco stop all’elettrificazione della tratta Isola della Scala–Cerea e della linea Verona–Legnago–Rovigo.

Il nodo dei 48 milioni.

Al centro della polemica c’è la mancata disponibilità di 48 milioni di euro stanziati nel 2022. Secondo gli esponenti dem, “quelle risorse — promesse per potenziare linee ferroviarie datate e spesso a binario unico — sarebbero state spostate sulle ‘grandi opere’, lasciando a piedi migliaia di pendolari, studenti e lavoratori della provincia”.

“È un duro colpo per il territorio,” dichiarano Trevisi e Bigon. “Non si può chiedere ai cittadini di usare meno l’auto se mancano alternative valide. La Regione Veneto destina al ferro solo lo 0,25% del bilancio, posizionandosi agli ultimi posti in Italia”.

Sicurezza e ambiente a rischio.

Il rinvio dei lavori non riguarda solo la velocità dei treni, ma anche la sicurezza. Cosa prevedeva il progetto.

  • L’elettrificazione completa per treni più moderni e meno inquinanti.
  • L’eliminazione dei passaggi a livello, criticità cronica per il traffico locale.
  • La riqualificazione delle stazioni per frenare la perdita di utenza.

Per il Pd, il Basso Veronese non può essere trattato come una “periferia infrastrutturale”. I consiglieri chiedono ora alla Regione “un cronoprogramma certo e il ripristino immediato dei fondi”, annunciando “battaglia in consiglio regionale con nuove interrogazioni formali”.