Penne Nere a Cortina: gli alpini di Verona “vincono l’oro” della collaborazione

Alpini di Verona sui campi di gara: 80 penne nere alle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

Penne nere tra i 5 Cerchi: l’esercito del cuore degli alpini di Verona protagonisti alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Sono oltre 80 i volontari della Sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Alpini Ana, partiti dalla città scaligera per mettere il proprio “Modello Alpino” al servizio dell’intero Paese.

Sinergia top.

Non si tratta di semplice supporto logistico, ma di una fusione perfetta tra mondo militare e civile. Le Penne Nere veronesi lavorano infatti fianco a fianco con i militari dell’Esercito Italiano, trasformando la disciplina e la generosità in un unico, inarrestabile motore operativo.

Il tricolore e il cappello alpino si fondono con i cinque cerchi”, spiegano i testimoni dai siti di gara, delineando un profilo di efficienza che copre ogni aspetto dell’evento.

Dallo sgombero neve alle sale operative.

Il contributo veronese è tangibile e faticoso. Gli Alpini sono impegnati in prima linea nello snow removal (lo sgombero della neve dai tracciati), nel controllo dei varchi e nella gestione dei flussi come movieri e driver. Ma la loro presenza è fondamentale anche “nell’ombra”: nelle segreterie e nelle sale operative, dove la loro esperienza tecnica e la capacità di coordinamento si rivelano essenziali per la riuscita delle competizioni.

Per arrivare pronti a questo appuntamento globale, i volontari hanno seguito un addestramento rigoroso nei mesi scorsi, formati dalla Jtf della Difesa su moduli specifici: dal primo soccorso al movimento su terreni innevati, fino al posizionamento delle reti di sicurezza.

Il valore del servizio.

“Quello che emerge non è solo professionalità, ma un profondo senso del dovere“, ha dichiarato il vicepresidente Ana David Favetta, in visita alle squadre operative a Cortina e in Val di Fiemme. “Esserci significa onorare il valore del servizio e la responsabilità condivisa. È la testimonianza di chi sceglie di donare il proprio tempo per il successo di un evento globale”.

Proprio sabato scorso si è concluso il primo cambio turno. Mentre i primi volontari rientravano a Verona portando con sé l’emozione delle giornate inaugurali, nuovi contingenti arrivavano sui campi di gara. Un passaggio di consegne ordinato, fatto di briefing tecnici ma anche di sguardi fieri, tipici di chi conosce il sacrificio della montagna e la gioia della solidarietà gratuita.