Verona, allarme chiusura stabilimento ex Mondadori

“Desertificazione occupazionale”: Pd Verona lancia l’allarme sul destino dello stabilimento ex Mondadori.

Lo stabilimento ex Mondadori, storica sede del Magazzino Centrale Editoriale in via Montelungo a Borgo Venezia, è al centro di una crescente preoccupazione a Verona. Il Partito Democratico veronese ha lanciato un appello alla politica locale e nazionale, chiedendo un confronto “franco e aperto” sul futuro dell’impianto e un intervento bipartisan per scongiurare la “desertificazione occupazionale” che sta colpendo il sito e il suo indotto.

Il segretario provinciale del Pd Verona, Franco Bonfante, e Luca Bianconi, consigliere della Settima Circoscrizione e presidente della commissione Urbanistica, hanno raccolto il grido d’allarme dei sindacati. Sebbene i piani di prepensionamento e pensionamento degli anni scorsi abbiano messo al sicuro molte carriere, ora è necessaria una “chiarezza che si deve” ai lavoratori ancora in servizio.

Rischio chiusura e tutela delle fragilità.

La preoccupazione è alta per i 45 dipendenti ancora attivi, tra cui “almeno 4 categorie protette“, che temono la prospettiva di una chiusura definitiva. “Un eventuale spostamento o dismissione colpirebbe pesantemente proprio questi lavoratori più fragili e le loro famiglie“.

Il problema non riguarda solo l’occupazione: “La chiusura comporterebbe per il quartiere di Borgo Venezia il rischio di ritrovarsi con una immensa area semivuota al suo centro, un sito che necessiterebbe comunque di cure, manutenzioni e sorveglianza“.

La proposta del Pd.

Il Partito Democratico si dice pronto a fare la sua parte e avanza una proposta pragmatica: sarebbe sufficiente “tenere una piccola lavorazione nel magazzino” di Via Montelungo per garantire lavoro alle 45 persone presenti.

Tuttavia, i democratici veronesi sottolineano che la vicenda deve essere inquadrata in un contesto più ampio.

  • Un intervento regionale di gestione della crisi aziendale.
  • Una politica nazionale per l’industria che ricostruisca la “sovranità” tecnologica, del know-how e del saper fare, in linea con il Libro Verde del Partito Democratico.

L’appello finale è un’esortazione all’unità: “Auspichiamo pertanto un interessamento e un intervento bipartisan per il bene dei lavoratori e della città, a tutela di famiglie e lavoratori fragili“.