Consegnato a Parigi il premio dedicato a Michele Pighi per i giovani talenti della cardiologia: vince Lene Dohn Andreasen.
Da Verona a Parigi, il premio Michele Pighi per i talenti della cardiologia: oltre 400 studi scientifici esaminati, giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo e un riconoscimento che continua a tenere vivo il ricordo di uno dei cardiologi veronesi più apprezzati. Si è svolta al Palais des Congrès di Parigi, nell’ambito di EuroPCR 2026, il principale congresso europeo di cardiologia interventistica, la cerimonia di consegna del Michele Pighi Young Investigator Award.
Ad aggiudicarsi la terza edizione del premio è stata la giovane cardiologa danese Lene Dohn Andreasen dell’Università di Copenaghen, premiata per una ricerca innovativa sull’impiego della tomografia a coerenza ottica (Oct) nella valutazione delle angioplastiche con stent nelle biforcazioni coronariche.
Alla selezione dei lavori, oltre allo Scientific Board di EuroPCR, hanno partecipato anche i cardiologi dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Tra i finalisti figuravano inoltre Stepan Sakhovsky dell’Università di Mosca e Marco Wainstein dell’Università di Porto Alegre, in Brasile.
Il riconoscimento è dedicato alla memoria di Michele Pighi, cardiologo interventista e professore associato dell’Università di Verona, scomparso prematuramente nel 2022. Il premio, sostenuto dalla Sezione di Cardiologia del Dipartimento di Medicina dell’ateneo veronese, nasce con l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti della ricerca cardiovascolare e mantenere vivo il legame tra Verona e la comunità scientifica internazionale.
“Attraverso questo premio vogliamo sostenere i giovani ricercatori che contribuiscono al progresso della cardiologia interventistica”, sottolinea Flavio Luciano Ribichini, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università di Verona e della Clinica cardiologica dell’Aoui. “L’elevata qualità dei lavori presentati e il respiro internazionale dell’iniziativa confermano l’importanza di investire nella ricerca e nella formazione delle nuove generazioni“.
