La Rettrice dell’università di Verona presenta la sfida triennale: ecco il piano strategico per fermare la fuga di cervelli.
Per trattenere i talenti all’università di Verona la rettrice Chiara Leardini ha presentato in consiglio comunale il piano strategico 2026-2028. Si tratta di un documento che traccia la rotta per i prossimi tre anni, mettendo al centro un obiettivo ambizioso: attrarre, formare e, soprattutto, trattenere il valore umano sul territorio.
I numeri.
L’Ateneo scaligero poggia su queste basi: oltre 28mila studenti, 100 corsi di laurea e 13 dipartimenti (di cui ben sei riconosciuti come “di eccellenza” dal Ministero). Ma è il dato sull’occupazione a fare la differenza: a un anno dalla laurea magistrale, l’86% degli ex studenti Univr ha già un impiego, superando di quasi otto punti la media nazionale (78,6%).
“Investire nel nostro Ateneo significa investire nel futuro dei nostri territori”, ha dichiarato la Rettrice, sottolineando come la vivacità economica di Verona sia il terreno fertile ideale per questa crescita.
La sfida: fermare la fuga dei cervelli.
Il cuore del nuovo piano è l’“Agenda Territori Attrattivi”. L’università punta a superare il concetto di semplice luogo di studio per diventare un hub capace di offrire opportunità di vita e crescita professionale. Il motto è “Attract and Retain”: attirare talenti dall’estero e dalle altre regioni, ma anche dare motivi concreti ai giovani veronesi per restare e investire le proprie competenze in città.
I pilastri del cambiamento.
Il piano si articola in sedici obiettivi, divisi in cinque aree.
Didattica 4.0. Metodi innovativi, tutoraggio e un uso consapevole del digitale.
Ricerca Globale. Spinta sull’Open Science e attrazione di ricercatori internazionali.
Impatto Territoriale. Trasferimento tecnologico alle imprese, spin-off e sostenibilità sociale.
Internazionalizzazione. Consolidamento delle alleanze europee e corsi in lingua inglese.
Benessere e AI. Un’area trasversale dedicata alla semplificazione dei processi, al benessere della comunità studentesca e all’uso etico dell’intelligenza artificiale.
