Dalla disabilità al podio: a Verona i campioni paralimpici svelano il segreto del “corpo perfetto”.
I campioni paralimpici Martina Caironi e Simone Salvagnin “scendono in campo” a Verona con i fisioterapisti. Sabato 21 febbraio, il capoluogo scaligero ospiterà il convegno “Paralimpiadi 2026: il fisioterapista al fianco degli atleti”, un evento organizzato dall’Ordine dei Fisioterapisti del Veneto Settentrionale (che comprende le province di Belluno, Treviso, Vicenza e Verona).
L’appuntamento non è solo un momento tecnico per addetti ai lavori, ma una celebrazione della resilienza umana che vedrà la partecipazione di icone dello sport mondiale.

Campioni di vita e di sport.
Sotto i riflettori di Verona ci saranno due testimoni d’eccezione: Martina Caironi, leggenda dell’atletica leggera con 7 medaglie olimpiche nel palmarès, oggi Ambassador di Milano Cortina 2026. Simone Salvagnin, paraclimber vicentino ed esploratore che, nonostante la retinite pigmentosa, ha trasformato la sua sfida visiva in un percorso di sensibilizzazione e avventura verso Los Angeles 2028.
Insieme a loro, la platea veronese accoglierà anche glorie olimpiche Paola Pezzo e Fulvio Valbusa, per un confronto corale moderato dal giornalista Sergio Meda.

La “Formula 1” del corpo umano.
Il cuore del convegno veronese è la valorizzazione del fisioterapista, non più visto solo come operatore della riabilitazione, ma come figura centrale per la prevenzione e il miglioramento della qualità della vita di tutta la collettività.
Martina Caironi paragona lo sport paralimpico alla Formula 1: una ricerca continua in cui protesi e oggetti artificiali devono integrarsi perfettamente con il corpo. «In questo percorso, il fisioterapista è fondamentale quanto il coach», sottolinea la campionessa, ricordando come ogni minimo dettaglio possa fare la differenza tra una medaglia e una sconfitta.
Per Simone Salvagnin, riappropriarsi del proprio spazio corporeo è una “rivoluzione” in cui il fisioterapista agisce come una necessaria “messa a terra” per relazionarsi con la propria coscienza.

Un ponte tra sanità e società.
L’evento punta a creare una rete virtuosa tra istituzioni, università e mondo dell’associazionismo. Come evidenziato da Laura Melotti, presidente dell’Ordine promotore, l’obiettivo è rispondere a bisogni di salute sempre più complessi: «Vogliamo far dialogare mondi diversi per una sanità efficace e una società realmente inclusiva».
