Verona, il centro storico si svuota: ristoranti ovunque, ma spariscono i negozi

Aumentano i ristoranti, spariscono i negozi: i dati dell’Osservatorio della demografia d’impresa sul centro storico di Verona.

Più pubblici esercizi, soprattutto ristoranti, meno negozi e attività commerciali: dicono questo, in estrema sintesi, per Verona, i dati dell’Osservatorio della demografia d’impresa nelle città italiane e nei centri storici, realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne aggiornati a giugno 2023.

Via i negozi, dunque. In sensibile calo infatti il commercio al dettaglio: fuori dal centro storico di Verona, a giugno 2023 operavano 1.237 imprese contro le 1.486 del 2019 e le 1.648 del 2012; in centro storico, sempre a giugno 2023 le aziende erano 538 contro le 635 del 2018 e le 713 del 2012. 

L’aggregato alberghi, bar, ristoranti registrava fuori dal centro, a giugno dello scorso anno, 1.015 imprese attive contro le 1.040 del 2019 e le 907 del 2012. Trend analogo in centro: 634 a giugno 2023, 667 nel 2019, 553 nel 2012. Sostanzialmente stabile il numero degli alberghi, mentre i ristoranti crescono nel confronto sia con il 2019 che con il 2012, fuori dal centro storico (481, 465 e 393 la progressione) così come in centro (292, 291 e 233). 

Calano, nel confronto con il 2019, i bar, fuori e dentro il centro storico; il numero in centro flette anche nel raffronto con il 2012 (198 contro 265), non altrettanto per i locali fuori dal cuore della città (da 356 a 427). 

“Effetto pandemia e inflazione”.

“L’effetto pandemia, il boom dell’inflazione, il conseguente calo dei consumi, la difficoltà di trovare personale, l’esplosione del commercio online si fanno sentire e depauperano il tessuto commerciale”, commenta il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. “In questo difficile contesto, il terziario prosegue la sua evoluzione con meno insediamenti del commercio tradizionale e più servizi, a dimostrazione comunque di vitalità e reattività”.

“La desertificazione del centro ma anche delle periferie si va accentuando – la considerazione del direttore generale Nicola Dal Dosso – servono politiche per accrescere l’attrattività, l’accessibilità e la sicurezza della città: Confcommercio è pronta a fare la sua parte nel confronto di idee e nella progettualità con l’amministrazione comunale”.


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